Lo spazio dei miei vorrei e dei miei sapeste ora è realtà. Speriamo possa rivelarsi in grado di soddisfare le mie e le vostre curiosità
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Io non faccio paragoni piuttosto riconduco tutto all'ingenuità che sta dentro me e che vagamente assomiglia a quella ingenuità in uso a chi vive le emozioni con un certo spirito di fragilità ossia attraverso quell'incantevole disequilibrio che fa sentire male e bene al tempo stesso e che ti può far perdere il nesso.
Dal cuore di una saggia donna scaturi` la frase "Ama finche` non fa male"...
ed io quello che faccio, ogni giorno è proprio amare la musica, me e gli altri attraverso di essa, finchè mi fa male, scontro dopo scontro, sperando poi che fra amori diversi, un giorno, possa finire con l'esistere del compatibile.
Per come la vedo io ...
I paragoni son fatti solo per chi ama classificare o per chi non si fida mai di nuove percezioni.
Forse il grande errore nella musica sta proprio in questo.
Cordialmente
Giò & Co
Mentre i bambini continuano a fare Ooh, praticamente, in Italia, è successo di tutto.
Povia, povera inconsapevole vittima di un motivetto all'apparenza semplice semplice si ritrova ora a registrare o, meglio, a sentir registrate mille e piu' varianti degli ooh gridati dai "suoi" fortunati bimbi immaginari.
E' così che mentre "i regazzini fanno ahò" pure le donne ci si mettono, d'altronde a pensarci bene anche "le donne fanno ooh", e come se lo fanno, se l'uomo tra le loro gambe è quello giusto.
A pensarci bene, però, è stato detto o cantanto ben poco. Chissà, infatti, quante citazioni restano ancora possibili.
Tutte citazioni a soggetto da "i ragazzi del pub fanno uuh", buone per chi vive a Campo De Fiori, a "i neonati fanno blè", da dedicare a tutti i nuovi genitori, per non parlare poi de' "gli ignoranti fanno boh", ora che son finite le scuole e chi piu' ne ha piu' ne metta, di ooh si intende..
In pratica grazie ad una semplice apparizione sanremese di Povia l'Italia intera si è riscoperta a tal punto ironica da volersi rendere portatrice di una sana dottrina pro clonazione armonica ma, attenzione, non dei contenuti lasciati quindi liberi di caratterizzarsi a piacimento all'interno delle menti maggiormente duttili.
Cordialmente
Giò & Co
Ho fissato i suoi occhi e poi i suoi sguardi, lei guardava il pubblico, il pubblico guardava lei, noi, loro, tutti ci guardavamo intensamente, insomma un'ammucchiata di incroci di sguardi che non vi dico; a monte una paura incredibile il vero "panìco", a valle un regalo da bastardo sporto dalle mie mani per farle giungere l'ironia, di quella che, persino nei giorni brutti, tutte le cose andate storte si porta via.
Piu' la seguo e piu' mi appassiono, piu' l'ascolto e piu' ho voglia di ascoltarla dal vivo.
Nel frattempo, provo a costruire una playlist avente per soggetto lei, si proprio lei, in tutte le radio che conosco anche se le radio interpellate fin da subito mi disconoscono. Ma io non demordo.
Mi chiedo che musica mai ascoltino i discografici o meglio i direttori artistici delle varie rassegne canore !!!!?!!!!
Sicuramente tutta musica gettonata a dovere.
Dolcenera insegna, "siamo tutti la fuori" a sognare "un mondo perfetto", inutile rientrare se non si è tentata "passo dopo passo" la via che unisce, come corda, le anime delle singole persone. Anime che in virtu' della medesima passione posso raggiungere lo stato emozionale piu' alto e che ha un nome ben preciso: "condivisione".
Grazie Dolcenera.
Cordialmente
Giò & Co
Ah, come sono cambiato in queste ultime 24 ore.
Improvvisamente mi percepisco scarico, un poco poco ironico, vagamente cronico nei contesti di decostruzione spicciola del mio animo.
Già alle prime ore del cambiamento intuivo che le donne che fanno rock mi piacciono da matti, solo artisticamente si intende e se, sole se, sanno usare bene il diaframma mentre cantano. Quelle che, invece, sanno usare bene il preservativo non sono il mio tipo.
Il genere trans-rock non è il mio preferito.
Cordialmente
Giò & Co
"Racconterò di te. Inventerò per te quello che non abbiamo. Le promesse sono infrante come la pioggia su di noi, le mie parole sono stanche, ma tu mi ascolterai"
Spero che tu mi ascolterai se dell'MTV UNPLUGGED di GIORGIA ti racconterò.
E' uscito oggi, 24 giugno 2005, il mio regalo imperfetto al momento giusto... Come imperfetto ?
E certo !!! Di solito i regali si regalano ;+)))) Io invece GIORGIA MTV UNPLUGGED me lo sono dovuto copmprare ;+)))pppppp
Starete sicuramente pensando: "ammazza che famiglia infame".
Ragazzi nessuno a casa mia ha il coraggio di regalarmi un disco.... Tutti hanno paura che io dell'artista regalato mi possa "innamorare" a tal punto da decidere di seguirlo ovunque, naturalmente nei limiti del possibile ;+))) che vita !! Cantava giust'appunto Samuele Bersani.
Ed adesso che c'entra Bersani ? Ehm, non saprei dirVi. E' talmente bravo che la sua citazione credo non sia mai di troppo.
Insomma GIORGIA MTV UNPLUGGED è particolarmente insolito, intimo quanto fluido per non dire ritmico.
Scioglie il tempo per darti modo di batterlo proprio come lo percepisci.
Per certi versi, quelli della voce, è addirittura pirotecnico, volutamente jazzato, non troppo americanizzato, fortemente motivato.
Giorgia, smack, ora che ti ascolto brilla dentro me di nuovo la tua musica ed io ne sono immensamente immerso tant'è che la mia anima, sulle note di "Strano il mio destino" ha di nuovo tracimato.
"Che non si legge !!!!?"
Cordialmente
Giò & Co
Il giorno del tuo compleanno è un giorno speciale, è un giorno di euforia eccezionale. Un'euforia che ama caricarsi di tutta quella invincibilità che il destino ama rinnegarci.
E' un po' come far fare il pieno ad una autovettura sapendo che non potrà piu' fermarsi e quindi si ritroverà costretta ad andare avanti fino ad esaurimento scorte.
Ecco perchè, il piu' piccolo momento di felicità che percepisci attraverso l'uso di tutti i sensi è come se non fosse capace di bastarti. E, allora, è in quei frangenti che provi persino a rincorrere, per cibartene, la felicità altrui, sia di quelli che ti conoscono, sia di chi imparerà a farlo. Il tutto nel tentativo, poi non troppo vano, di renderla tua per puro spirito imitativo e senza uso alcuno dell'invidia.
Quant'è complicato l'animo umano. Quant'è complicato il giorno del mio compleanno. Un vero e proprio rompicato.
Il fatto è che tanti regali per me sono possibili, ma uno solo tuttavia resta imbattibile anche se poi nessuno sarà mai in grado di donarmelo.
O, forse, qualcuno, uno soltanto si, ma questo è un altro discorso che non ho desiderio di affrontare ora.
Cordialmente
Giò & Co
Stanotte, di ritorno da Formia, le mie percezioni mi mandano a dire che qualcosa non è scattato, un 'occhiata, un saluto, l'apparente indifferenza, strade differenti, la mancata risposta ad un messaggio.
Tutto l'insieme non riesco a decifrarlo, troppe incognite nella formula di lettura si spargono qui e la fra i numeri che, comunque andrà, manterranno sempre alta la loro propensione a radunarsi vincenti in base alle regole del bingo.
Le mie percezioni nell'insistere su certe inconsapevoli intuizioni, continueranno a lavorare sottotraccia, per capire meglio, sindacare e produrre il miglior feedback, cosicchè, qualora quel qualcosa dovesse putacaso continuare a non scattare, io sarò in grado di ammettere a me stesso d'aver fatto proprio tutto il possibile.
Cordialmente
Giò & Co
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Mentre scrivo mi vengono in mente le note ironico-tristi di "Lasciarsi un giorno a Roma" di Niccolò Fabi.
Niccolò un bel nome, se avessi potuto farlo l'avrei messo al mio secondo figlio.
Sono certo che sarebbe stato maschio.
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L'essere bannati è un po' come essere fucilati e poi catapultati nel tornante dei dannati e che fra le mille curve a seguire è azione capace di farti sentire, piccolo, inutile, tacciato di un reato che mai avresti pensato d'aver commesso.
Diretta espressione di un rifiuto senza possibilità di difesa ti dona invisibilità proprio nel medesimo momento in cui quella da cui sei già affetto ti domanda il conto.
L'essere bannati è un po' come quando sta per finire lo spettacolo e, improvvisamente, ti tolgono l'immagine ed i titoli di coda e tu non saprai mai come è andato a finire il film e quali musiche in esso hanno suonato.
Concreta ipotesi di un soppruso ti appende fra la voglia di tirare fuori i denti per avere rimborsato il biglietto e il desiderio di non sentire piu' il rumore dell'infinita insicurezza che ti alberga dentro.
Molti forum riportano con fierezza la dicitura:
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Non sono ammesse forme di razzismo, sia esso etnico , religioso o di altro genere.
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Allora domando: "non è forse espressione di razzismo di altra natura l'essere bannato per i propri gusti musicali ?".
Probabilmente per taluni questo potrà rappresentare il male minore, poco mi importa.
Quello per me conta è che per me l'essere bannati è espressione di un comportamento razzista, classista ed incivile.
Cordialmente
Giò & Co
La moda del momento sembra essere diventata: "O fai 100 mila spettatori oppure sei nessuno".
La moda l'ha rilanciata in questi ultimi tempi Vasco Rossi anche se poi la paternità dell'iniziativa è di artisti del calibro di Zero e Baglioni.
Ai poveri artisti da 6000 persone max resta così l'epiteto di matricole della musica italiana. Epiteto che non tutti si meritano perchè la valenza artistica dei musici non si misura attraverso il numero degli spettatori imboscati quanto mediante il peso delle emozioni che si dimostrano capaci di regalare con la propria musica.
Cordialmente
Giò & Co
Lo dice Moltheni: "è la musica che mi costringe a restare in vita".
Lei lascia le tracce in Terra, a me l'unico compito di riconoscerle.
Instabile armonia, corri più forte che puoi, io fuggo via, tu sei lo splendido amore che non avrò mai, tu sei l'amore di cui mi innamorerò per sempre. Sei occhi speciali, luccicanti, come quelli di mio figlio che mi guarda e sorride ma non capisce perchè lui ama soltanto.
Immune dalle insidie del mondo, nella mia ovatta, passo il tempo, giorno per giorno ad ascoltarla con personale intento, convinto sempre più che la musica non conosca fine ma solo un'origine; ti cresce poi accanto e se ti fanno abbassare il volume continua il suo lavoro, con fare tellurico, fin dentro il tuo mistero armonico.
Cordialmente
Giò & Co

Giorgia ai tempi di spirito libero allo stadio del tennis il 7.7.2003
L'ultima volta che ho visto Giorgia dal vivo è stato nel luglio del duemilatre in coincidenza della doppia data romana in quel dello Stadio del Tennis.
Mi ricordo ancora lo stress di quei giorni, la rabbia per l'impossibilità di esser presente alla seconda data, il giorno seguente.
Ricordo pure la mia chiusura totale verso tutto e tutti, ancora non mi sentivo bene, mi percepivo malato, per sempre impossibilitato a riprendermi dalla malattia che mi aveva portato a sentirmi diverso da quasi tutti i miei coetanei.
Oggi, che siamo nel 2005, qualche contatto l'ho ripreso e ora come allora ho ripreso la decisione di farmi sciogliere i pensieri dalla musica, dai miei artisti chiave, anche se, allo stato attuale, i piccioli a disposizione per gli aspetti ludici della vita non sono piu' quelli di una volta.
Piu' libertà cercata può infatti equivalere a minor lavoro e minor lavoro può anche voler significare meno "piccioli".
In compenso ho cominciato a scrivere di più, "senza fine" proprio come cantava Gino Paoli ai tempi suoi, quelli buoni.
Cordialmente
Giò & Co

Giorgia ai tempi di quando la conobbi artisticamente nelle vesti di fan
Se devo essere sincero io amo con passione tutta la musica, amo persino quella di Gigi D'Alessio anche se poi non la compro perchè acquistare tutti i dischi non è la mia occupazione principale che invece rimane quella che mi consente di soddisfare l'aspetto ludico insito nella mia passione.
E' sera tardi, domenica sera tardi, ok la faccio breve.
E continuando ad esser sincero mi piacciono in particolar modo alcuni artisti chiave che porto sempre con me, ovunque io vada.
Uno di questi artisti è Giorgia che ho conosciuto solo esclusivamente in foto ai tempi in cui si faceva vedere in giro con la stessa immagine ritratta nella foto pubblicata in testa a questo post.
Che donna, già a 20 anni sembrava dimostrarne per capacità, professionalità ed estensione vocale almeno 30.
Vi giuro con tutto il cuore che questo mio è un vero e proprio complimento.
Come ? Non si da della vecchia ad una donna ? "E poi" si potrà mai essere vecchi a trent'anni ?
Ragazzi Giorgia mi ha stregato perchè quando la ascoltavo sapeva farmi perdere letteralmente la ragione e di certo la mia preoccupazione principale non rimaneva quella di mettermi lì a datarle i natali.
Ed ancora adesso capita la medesima cosa anche se ciò famiglia e mi sono ritrovato nell'impossibilità di seguirla per lungo tempo.
Infatti, la mia priorità per due anni filati è stata quella di far svernare dalla "piccolezza" mio figlio. Non è che a due anni sia cresciuto ancora tanto però riesce a stare più volentieri dai nonni ma, soprattutto, senza la "sisa" della mamma.
Chissà se Giorgia, ai tempi del 94 aveva già smesso di essere allattata dalla mamma ?
Deve aver ciucciato parecchio del latte canterino.
Cordialmente
Giorgia
Capitano momenti di tristezza, capitano a tutti, soprattutto quando ti ritrovi a lavorare di notte consumando le scorte d'aria di una libertà immaginaria che avresti voluto respirare altrove.
Capitano anche quei momenti di silenzio nei quali ti ritrovi tuo malgrado, vuoi perchè sei stanco vuoi perchè, senza nemmeno rendertene conto ti metti sull'attenti ad aspettare anche il piu' piccolo cenno di risposta alle parole che le hai spedito senza ottenere la certezza di un esito.
E' in quei momenti che se cominci ad ascoltare certe canzoni, improvvisamente, finisci con l'intuire parecchio sui meccanismi dalla vita e del saper vivere poichè è come se, in quei momenti, il tuo animo sapesse scorgere la via capace di condurlo verso nuovi lidi.
Lidi o, dir si voglia anche luoghi, dai quali finalmente poter gridare MAI PIU' NOI DUE alla tristezza, all'apatia, alla realtà che ti vuole profugo nei parametri di quei sogni non riconducibili a nessuna statistica media.
Una canzone che riesce a generare in me la voglia di ricominciare è proprio quella di DOLCENERA - MAI PIU' NOI DUE che dedico spesso alla mia incertezza e che puntualmente se ne corre via subito dopo l'ascolto.
Grazie DOLCENERA per aver condiviso il tuo mondo, la tua armonia.
Cordialmente
Giò & Co
Mi sembra di essere tornato ai vecchi tempi...
lavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavoro lavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavoro lavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavoro lavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavoro.
Cordialmente
Giò & Co
Di traverso osservo quel mio sorriso inciso sulla pancia, io guardo lui, lui guarda me, noi ci osserviamo, qualche volta ci spiamo senza dirci nulla, promettendoci una tregua, addormentandoci di fianco.
Quel sorriso parla di me attraverso i ricordi e ride ride con piglio pronunciato mentre si diverte a render la pelle lisa, un po' rugosa, dolente, ancor più incisa.
Ed è nelle sere in cui mi parla che, ossessivamente, provo ad immaginare adeguati modi e gesti per farlo piangere, per annientarlo fino a trasformarlo in un ghigno dalla posa levigata, sobria, totalmente incapace di farmi intendere e volere quanto.
Mi basterebbe che sapesse sorridere plastico ed, invece, il suo fare si mostra categorico, ingiustamente drastico.
Drastico o non drastico, se si comporta male, di contro, mi perdo nei flutti di un immaginario mare pensando a nuovi concetti da traghettare, nell'attesa che la notte giovane, col suo lento invecchiare, si mostri capace di tirar fuori dal suo cilindro diversi ed intensi sorrisi da amare.
Cordialmente
Giò & Co
Porto avanti, paralleli, i miei diversi modi di essere, senza conoscermi in profondità, senza decidermi su quale profilo accentrare la capacità di scontro con la dura realtà, la realtà che t'avvolge fino a condurti sul fondo.
Porto avanti, in pratica, il mio mondo e la strategia da me creduta giusta per farmi trainare, per non restare indietro mentre, mio malgrado, lo inseguo e mi ravvedo sulla concezione di tutto il tempo inutilizzato, completando poi, in volo, le capriole, certe iniziative, che rimesse ad una decisione autonoma non avrei mai concluso.
Ed è a capriola conclusa che, ora deluso, ora un po' meno illuso, mi lecco le vecchie ferite per progettarne, incosciamente, di nuove.
Ferite come chimere in forza ad eccitanti vele e ben circoscritte da fatui ideali e pronti, nella propria fatuità, a darsi la medesima forza in uso al vento.
Da qui ecco forse scaturire tutta la fatica della ragion d'essere del tempo mio che fu ma, anche, di quello che mai sarà, perchè a portare avanti, paralleli, gli infiniti improbi universi di tutte le mie possibili maschere, il rischio peggiore a cui posso andare incontro è proprio quello di non saper piu' chi sono.
Cordialmente
Giò & Co

DolceNera
Casperina !!!!!!!!!!!
Oggi è venerdì 17 ?
Ecco perchè: mi ha chiamato la banca; mi si è spenta la fiamma del gas; non mi funziona il telecomando della macchina; il condizionatore dell'auto ha esaurito il gas; oggi scade l'assicurazione dell'auto; ho il mal di testa; il mal di pancia; so esaurito; mi sento uno schifo; stasera lavoro; mi sento solo; il programma di contabilità del mio portatile non funziona; non riesco ad entrare in nessuna chat; il bancomat di fiducia si è rotto.
Giornatina semplice semplice !!!!!!
Cordialmente
Giò & Co
Ascoltando alcuni chitarristi poco conosciuti, almeno da me, qui in Italia mi rendo conto che suonare la chitarra può equivalere ad un orgasmo multiplo.
Cordialmente
Giò & Co
Ragazzi, per stasera si chiude.
A casa m'aspettano i ragazzi del pub con i loro uhhhh.
Che magnifica prospettiva......
Cordialmente
Giò & co
Fa strano pensare che Dolcenera sia una canzone di De Andrè, ma soprattutto mi dà da riflettere il fatto che sia capitato come ospite in un blog che ha estrema cura della cultura dell'artista genovese.
Tratto da "Via del Campo"
Su Dolcenera:
"Questo del protagonista di Dolcenera è un curioso tipo di solitudine. È la solitudine dell'innamorato, soprattutto se non corrisposto. Gli piglia una sorta di sogno paranoico, per cui cancella qualsiasi cosa possa frapporsi fra se stesso e l'oggetto del desiderio. È una storia
parallela: da una parte c'è l'alluvione che ha sommerso Genova nel '72 (70, ndw), dall'altra c'è questo matto innamorato che aspetta una donna. Ed è talmente avventato in questo suo sogno che ne rimuove addirittura l'assenza, perché lei, in effetti, non arriva. Lui è convinto di farci
l'amore, ma lei è con l'acqua alla gola. Questo tipo di sogno, purtroppo, è molto simile a quello del tiranno, che cerca di rimuovere ogni ostacolo che si oppone all'esercizio del proprio potere assoluto.
http://www.viadelcampo.com/html/anime_salve.html
Ansia metafisica di DOLCENERA ci sta mettendo il carico da nove.
La conoscete ?
Immerso nel sole e nell'azzurro di Giorgia d'un tratto mi rendo conto d'essere attraversato dall'unico momento dolce di questa sera.
Mentre l'ascolto "accuffiettato" il pensiero predominante sta diventando uno ed uno solo.
Le sue note mi fanno venire in mente delicati affondi d'amore e ciò può trasformarsi in problema quando mi scopro irrimediabilmente lontano da casa.
L'amore è l'insieme di colui che viene e va vissuto all'istante altrimenti è "sega".
Cordialmente
Giò & Co
Invidio chi sarà fare poesia, invidio pure chi sa farla sua per poi trascriverla a mano libera.
Se da ragazzo avessi minimamente ipotizzato certa sua capacità intrinseca, non mi sarei posto minimamente il dubbio se sposarla o meno.
Posto che la poesia è femmina l'avrei scopata fra le sue gambe con la giusta rabbia fino a farla gravida.
Ed, invece, eccomi qui nelle vesti di un tecnico a palesare velleità consone alla bassezza di un blog fintamente letterario: nulla di piu' pietoso.
Dietro un mondo che m'assale - grazie a Mina per il suggerimento - e che è capace di far capolino dietro di me con puntualità estrema tutte le volte che accendo la radio od il mio Ipod.
Santi numi, stasera non ho abbastanza parole per descrivere la rabbia che sento.
State sintonizzati. Ore 21:00 inizio delle trasmissioni.
Cordialmente
Giò & Co
E' arrivata la notte e....
Cazzo non c'è nemmeno un gelato nel frigo. Ed ora come faccio ?
Mi passo e ripasso, avanti e indietro, la mano nei capelli. Sarò nervoso ?
Doppio cazzo, ho bevuto un mezzo litro di tè prima di tornare a casa.
Non è possibile.... Certe intuizioni sono da vero e proprio cojone.
Stasera sento mia una canzone: è Gagarin di Claudio Baglioni; sento però mia anche "Sorriso Nucleare" di Dolcenera e poi "Scrivi qualcosa per me" di Alex Baroni, per non parlare di Anna Oxa con "si può" che ha il testo e l'accompagno di Gaber.
Gnam gnam... scusat..gnam gnam... scusate mi sto mangiando due fette di melone...
A quest'ora ? Cazzo si....è fresco e mi disseta, anzi mi ha dissetato.
Lo so la pagherò cara. I tappi nelle mie orecchie stanotte sussulteranno fino a toccare il soffitto per poi riconficcarsi forse nel naso, forse nell'orecchio opposto qualora, nel frattempo, il mio corpo dovesse essere colto da un doppio avvitamento carpiato stile rana rannicchiata, modello anchilosato.
In fondo potrei anche cedere alle lusinghe de' "i ragazzi del pub fanno uhh" e scendere da loro per aiutarli a bere un po' d'acqua ma so già per certo che mi si potrebbe rinfacciare il melone, poi sai che confusione.
Vi devo fare una confessione: dopo il mio articolo che esortava timidamente i lettori del blog a scrivermi ho ricevuto una e-mail che mi ha rincuorato non poco. GRAZIE !!!!!!!!!!!!!!!
Ho subito risposto votandomi alla brevità - sembra vero -. e mentre rispondevo ho capito una cosa importante.
Il cuore, l'amore, il canto, il desiderio, l'ascolto, l'inoltro, lo spettro, il volo, le ali, la Terra, l'aria, l'acqua, il fuoco, la voglia di fare tutto, l'impossibilità di arrestarsi un attimo, un battito, di nuovo l'amore, comunque il canto, gli incontri, gli scontri, le catene, la cioccolata, un disco malvagio nel senso cattivo ma anche quello buono, un altro a seguire poi non troppo, l'introspezione, la maturazione, l'esame, l'attenzione, la condivisione, l'emozione, i giorni si ed i giorni no mischiati ad un briciolo di ambizione, il fumo, gli eccessi, le frenate, le rincorse, gli addii, il ritrovarsi, l'amore, il sonno i sogni, nuovamente gli incontri, la possibilità di fermarsi per essere, per concepire se stessi attraverso l'arte, non lavarsi, poi la frenesia, gli impegni, i contratti, la gente, i giudizi, i giornali con i soliti picchi, due o tre giornalisti, sti cazzi; l'acceleratore, un albergo dietro l'altro ed i soliti incontri, gli abituali scontri, parallelamente, la vita dei mille vorrei nella mente, la televisione, il palco, il debutto, la reiterazione, la concentrazione, l'abilitazione o la bocciatura, piccola, media, una gran rottura, i dubbi, le scuse, le idee confuse, le intuizioni sfuse, le meduse, su ogni cosa il canto, ora la incontro ora la pianto e la sua musica espianto, poi il pianto e di nuovo il cuore, l'amore, il canto..
Forse l'artista preferito è questo o forse è altro.
Chi può saperlo ?
Sinceramente non me ne importa un fico secco !!!
L'unica cosa che so è che.....
Il trascorso artistico del XX secolo è finito sulla via delle consacrazioni soltanto a XXI secolo iniziato.
Questo perchè l'uomo da bravo cojone s'accorge solo a posteriori della bontà di certe arti e mestieri e di taluni artisti/saltimbanchi/imbonitori/ maghi/illusionisti della voce.
Cordialmente
Giò & Co
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Cordialmente
Giò & Co
Io voglio un di mondo bene al mondo, ma il mondo ne vuole a me ?
Stasera spaccherei tutto pur di dimostrargli la mia capacità di bene, ma non so come fare, non so piu' la strada migliore per raggiungere la mia anima ed il delta in cui far confluire ciò che scaturisce direttamente dalla fonte inesauribile del mio voler bene.
Che palle ragazzi, quante paranoie.
Credo di essere confluito all'interno del range in cui è racchiuso il picco massimo della mia personale capacità di crisi.
Il mio telefono non squilla, la mia radio non suona piu', il mio ipod fa ten ten con la batteria ed i brani in esso inseriti mi sembrano tutti uguali e senza senso e con stimolo all'ascolto pari a meno 356.
E' già passata una settimana dall'ultima volta in cui ho ascoltato qualcosa di nuovo, giuro che la colpa è tutta mia, mi sento apatico, mi sento perso e l'idea di ritrovarmi senza forum durante queste giornate di duro lavoro, giornate con un orario certo di entrata ma non di uscita mi sta facendo impazzire.
Eppure so già che mi basterebbe anche una semplice e-mail per sentirmi meglio, per ripristinare il livello capace di non farmi percepire d'essere in caduta libera.
Cordialmente
Giò & Co
Lo ammetto, se del blog non posso fare a meno, senza il mio forum proprio non vivo.
E' passata piu' di qualche ora e giuro che non ce la faccio piu' ad aspettare.
Alcuni pensano di me che io sia un tipo opportunista, che scriva certe cose semplicemente per imbonirmi le persone, non sanno però che quando vivo le mie avventure scritte, codeste le vivo con sfrenata ed intensa passione.
La stessa passione che, delle volte, sa generare tensione fra le persone che mi desidererebbero calato nei panni di un'altra emozione.
Che casotto che sto scrivendo.
Ecco non ci capisco piu' niente, non so piu' nemmeno io quello che voglio.
Ridatemi il forummmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm.
Cordialmente
Giò & Co
Praticamente zero messaggi inbox, zero amici.
Non mi scrive praticamente nessuno.
Sarà perchè agli occhi della gente appaio come un depresso cronico ?
Comunque, ad onor del vero, ci sono persone che si divertono a non scriverti nulla in risposta alle sollecitazioni ricevute per via del fatto che quella del silenzio è a tutti gli effetti un'arma bianca che non spara ma può fare male ugualmente ai soggetti contro i quali quando la usi.
Cordialmente
Giò & Co
Oggi, 15 giugno sembra essersi spenta temporaneamente una stella, brillava on-line dal 1997, chissà cosa starà combinando.
La sua luce fatta di parole sta forse per rinascere a nuova aura ?
Chi potrà dircelo ?
Presi dal dubbio....
Attendiamo di capire se è andata off-line per semplice manutenzione oppure per ragioni evidenti e sostanziali.
Non vi nascondo che, in questa fase della mia vita, ho bisogno di una quantità innumerevole di novità positive.
Vi prego, o voi che mi leggete, regalatemele pure senza farvi scrupolo alcuno.
Cordialmente
Giò & co
Ho visto un nastro audio, si abbandonava lascivo nell'acqua.
Deve esser stato abbandonato da qualcuno che non lo apprezzava.
Chissà chi era l'artista che non lo emozionava ?
Fatto è che, non si sa da quale giorno, il nastro "giuace" svilito nel suo ruolo in una misera pozzanghera mista a fango.
Se qualcuno glielo avesse riferito prima di venire inciso son sicuro che avrebbe fatto fuoco e fiamme per ottenere su di se la voce dell'artista preferito.
Io che non ci credevo, ma la vita delle cose è ancor piu' stramba di quella di noi umani.
Agli oggetti il ruolo non è dato sceglierselo, va beh, in verità, anche a certi esseri umani capita la medesima sorte ma non è questo il punto.
Il punto è che veder lì a terra quel nastro mi è dispiaciuto tanto e per di piu' mai saprò chi l'ha cantato.
Potevano darlo a me se proprio dovevano buttarlo ?
Cordialmente
Giò & co
Lunedì di insolita sana follia.
E' quel lunedì in cui, nell'arco di un istante, capisci che la città ti va improvviamente stretta ed allora preferisci un qualunque luogo altrove pur di fuggire via.
Questo lunedì è stato proprio uno di quei lunedì così.
Presa moglie e figlio mi sono catapultato fino al mare. Per strada non ho trovato nessuno messo lì dal destino a remare contro.
Quaranta minuti di viaggio e poi aria fresca, cielo limpido, la tranquillità di cui abbisogno.
Prima di partire accusavo un forte mal di testa in azione nel mio cranio fin dalla mattina.
Giunto a destinazione più nulla.
Merito dell'aria pulita ? Oppure merito di una sensazione vissuta improvvisa, differente da quella predisposta sulla scena dal quotidiano ?
A queste domande non so dare una risposta comunque per godere appieno di quei momenti mi sono seduto sulla sedia a dondolo della veranda e poi mi sono messo a registrare ogni secondo di quella che ora reputo una insolita serata di giungo.
Questa esperienza mi è servita non poco..
Al ritorno, anche se il mio mal di testa ha ripreso a dar spettacolo di sè, mi sono reso conto che il grado di autostima stava viaggiando alto assieme ad una piccola speranza di futuro.
Speranza che ancora adesso non svanisce mentre tutto ciò vi scrivo.
Cordialmente
Giò & co
Stanotte è piovuto nei miei pensieri, ho aperto la finestra ed annusato l'aria sapeva di erba fresca, ho provato un piacere descrivibile solo a parole, c'era però qualcosa che non andava, stavo provando freddo dentro al cuore, mi sentivo solo, mi percepivo fragile.
La mia fragilità ? Semplice - per altri - paura della solitudine.
Così, dopo aver chiuso la finestra, sono corso ai piedi di un pensiero immaginario per provare a guardare, con occhi diversi, gli infiniti cieli spersi sui mille mercatini della mia esistenza.
"Che strano peso che ha l'esistere !", questa l'unica cosa che mi son detto.
Ho provato, allora, a poggiare la mano sull'anima, fino a farla liscia.
Con i residui della stessa ho provato ad accarezzare la guancia di mio figlio, lui ha aperto gli occhi è mi ha sorriso per poi perdersi nuovamente in un grande e spensierato sonno.
Ho pianto e riso, ho gioito e, fra me e me, qualunque ulteriore dubbio ho sopito.
Ho preso al volo la prima canzone di passaggio, per connettermi con la prima linea del sonno disponibile. Una linea collegata ad un registratore di ricordi per non dimenticare queste parole che sanno fare bene e male a chi le ha provate.
Ci sono mille modi per registrare pensieri, per collegarsi alla rete.
In tal senso credo che l'importante sia non smettere mai di appuntarli, perchè il tempo dedicato a ciascun appunto è tutto tempo dedicato a noi stessi.
Cordialmente
Giò & Co
Ha osservato per un attimo la nostra stessa Luna. E si è lasciato convincere.
Si è convinto del fatto che c'è gente reale che soffre sotto tutte le parole che in questi giorni si sono scritte e si continueranno a scrivere sul Live 8 fino al giorno del suo naturale compimento.
Claudio ha così gridato il suo personale NO all'insensibile leggerezza del fregarsene.