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sabato, 24 settembre 2005
Vienimi a trovare.

Vienimi a trovare,
sarà così che
ti saprò raccontare
di quando, per la prima volta,
ho imparato a volare
e di quel giorno, poi,
in cui fosti tu a spiccare il volo
sembravamo stelle comete
due scie, una traiettoria,
dopo un intero giorno di baldoria.

Fu allora che il mondo mi sembrò fermo
ed è così che avviene quando gli occhi diventano schermo
mentre il mare si fa riflesso dentro l'anima color ricordo,
per non parlare di quando, poi, mi entrasti dentro.

Fu allora che diventammo come l'acqua ed il buon vino
ed è lì che avviene che ti senti uno ma non trino
mentre la Luna si scava un posticino nella notte color buio pesto
per non parlare di quando, poi, mi sei rimasto dentro.

Un salto e via,
fu come uno sparo nella notte,
per te avrei persino fatto a botte,
oggi non so se ne avrei le forze.

Forse è per questo che te lo domando,

Vienimi a trovare,
sarà così che
ti potrò rassicurare
di quando, per la prima volta,
ho imparato ad atterrare
e di quel giorno, poi,
in cui cominciai a vivere sulla Terra
sembravo goffo con quell'ala spezzata
una ferita, più di una contusione
dopo secoli dietro ad una fugace illusione.

Giòeco

Postato da: gioeco a settembre 24, 2005 23:41 | link | commenti |

martedì, 13 settembre 2005
Capita, delle volte

Capita, delle volte, che il tempo decida di fermarsi, magari convincendo poi la mente a non spremersi piu' come una volta.

Capita pure, a quel punto,  che il silenzio stabilisca di stordirti al fine di indurre a considerare inutile qualunque considerazione scritta.

Quando capita tutto ciò, ecco che riprendere a scrivere diventa difficile, complicato, un po' per la paura di dover dare troppo spiegazioni, un po' perchè senti dentro la responsabilità di tutte le persone che son rimaste appese nell'attesa di nuove esigenze comunicative, dirette, semplici, sincere, come una volta.

Agosto quando passa non sempre ti lascia lo stesso.

Ad esempio, durante il mese ancora in corso, sento il bisogno di questa mia parte malinconica.

Passerà ? Non passerà ?

E pensare che quando in radio passano la versione inglese di O' sole mio, quella cantata da Pino Daniele, mi metto a piangere come un bambino.

Non oso pensare come finirò col crescere mio figlio se invece di sentirmi padre continuerò a percepirmi piu' piccolo di lui.

Proprio stasera, co' st'aria fresca, mi viene inevitabile desiderare per la mia vita e quella della mia famiglia qualcosa di diverso, ma non credo che la sola azione di pensare potrà aiutarmi piu' di tanto.

Da tempo ho imparato che la bacchetta magica esiste solo nelle favole ma, soprattutto, che se continuerò a piangermi addosso, presto o tardi, finirò dentro un po' di scatole.

Cordialmente

Giò & Co 

 

Postato da: gioeco a settembre 13, 2005 18:25 | link | commenti |



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