Lo spazio dei miei vorrei e dei miei sapeste ora è realtà. Speriamo possa rivelarsi in grado di soddisfare le mie e le vostre curiosità
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2008
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Basterebbe la lacrima di ognuno per riempire il lago ove trova nuova forma il dolore comune. Un dolore che sa evaporare soltanto quando cade sul fondo quella parte di male che è ogni sua goccia condivisa. Ma anche quando diventa amore per le azzurrità del proprio tempo, per la serenità legata ad ogni piccolo grande, irrinunciabile sogno.
Anche quello di vedere una volta per sempre questa nostra Madre Terra felice.
Un sogno che alberga nell'animo di ognuno e che gli uomini amano rendere ostaggio di una disperazione senza fine, rinchiudendolo, a vita, entro i binari di una strada parallela immaginata troppo spesso senza via di uscita.
Giòeco
Ho in mente la scena di un uomo che guarda un cielo di stelle nascenti assai luminose, molto evidenti, ben collocate fra tutte le strisce di luce generate dalle stelle cadenti, perennemente in moto, forse da millenni.
Un uomo affacciato sul mare di poco agitato dalla brezza della notte e di cui l'unica traccia sonora è rappresentata dal quel suo fragore senza fine.
Un uomo che, lentamente, gira il volto per immergerlo nel fascio di luci proveniente dalla città che gli sta alle spalle e che, già da un po', dorme.
Sul suo viso un fare felice e che racconta la sensazione di immenso provata dalla mente e dagli occhi rapiti dal proprio umor vitreo.
L'aria, fresca quanto basta, gli suggerisce l'idea di un po' di tepore, stringe le braccia a sè ed è in quell'istante esatto, che si immagina Re.
Re sulla Terra della coscienza, Re consapevole nella ricerca continua della conoscenza.
Cordialmente
Giò & Co
Alitalia per recuperare reinventa il tempo. Una prassi inevitabile per coprire i suoi ritardi. Cordialmente. Gio'
In certi momenti della mia vita, la percezione che provo dentro di me è sempre la stessa perchè, all'improvviso, avverto la totale assenza del tempo sufficiente da dedicare all'ascolto di tutta la musica che vorrei tanto udire, divorare, respirare e dalla quale vorrei lasciarmi trapassare, da parte a parte, fino a sentirne le vibrazioni, lo spessore.
E' così che, in questo periodo, accumulo cd senza nemmeno ascoltarli perchè ogni momento che vivo prima e dopo il lavoro, mi appare sempre come il momento meno adatto da dedicare ad una passione che percepisco mia inseguitrice da tempo immemore, il tutto fra bollini SIAE di ogni genere e forma e capaci di trasudar d'antico proprio mentre raccontano di un tempo confinato, ben circoscritto, a volte irripetibile, esclusivamente nelle registrazioni di un disco.
Perchè più ascolto musica e più mi rendo conto che non tutti i momenti sono giusti per riuscire a gustarla appieno.
Cordialmente
Giò & Co
Poterti dire ancòra che sarai la mia àncora, poterti raccontare che sta andando come va e di quel sogno comune che più non ci sarà.
Poterti dire ancora ..... nonostante la fragilità di questo incontro ... che sarebbe potuta andare diversamente..
Poterti rivelare ... che mi hai fatto stare male... ma non prima di iniziare ... a comprendere che volare ... è l'atto di un amore violentato dal quel tuo
irrevocabile,
pronunciato,
mattutino addio.
Giòeco
Ho sognato una strada nuova fatta di un orrizzonte come lo decido io.
Basterebbe un ponte per raggiungerla: ho deciso che me lo inventerò, sul momento, proprio questa notte.
Sarà un ponte costruito sotto un cielo terso immerso dentro un'aria rarefatta e ferma come il tempo che governerà il mio sogno mentre tutto intorno sarà notte per lasciare all'amore la possibilità di abitare le ore sempre troppo corte del giorno e con le quali faccio spesso a botte per uscirne con le ossa rotte.
Se piacerà a Dio l'amore a cui penso io sarà la panacea della mia eterna malinconia la stessa che, stanotte, mi aiuterà a mantenere chiusi gli occhi sul confine del mondo con l'obiettivo di percepire la bellezza che si staglierà fin dentro lo sguardo di chi ho più caro al mondo.
Se piacerà al mio Dio sarò sensato e profondo, senza dimenticarmi d'essere fugace e felpato.
Il lavoro, sì il lavoro, il mio lavoro, sarà il mio oro.
Una volta giunto a meta vivrò l'esigenza, impellenza, di ricominciare da capo e scrollerò il capo per scacciare via la fatica: ricetta assai efficace perchè di origine antica.
Giòeco
Ore ed ore a fissarlo, momenti intensi, quasi eterni, quelli spesi ad ascoltarlo.
Lui davanti a me mentre la mia emozione andava su di gusto per ritrovarsi persa, annaspante ma ancor piu' viva, fra le onde di un mare in tempesta reso tale dalla immensa gioia provata mentre inserivo il tuo dvd nel lettore. La stessa gioa poi mantenuta a lungo grazie ad un continuo piacevole rewind sempre sotto controllo.
Ore ed ore per ascoltare e ricordare, per lasciarmi andare fino anche a piangere per provare il gusto di risvegliarmi un po' piu' scarico ma ancor piu' felice perchè non c'è niente di meglio della quiete dopo la tempesta quando mi lascia fiacco ma pur sempre abile arruolato nel riprendere la strada della retta via.
Ore ed ore che oggi ricordo attraverso il giusto umore: l'umore che vive in me e a cui non piace ricordare la fiaba triste di un uomo che muore bensì il viso allegro di un cuore che canta e continuerà a cantare in tutti i giorni buoni a venire.
Ed anche se ogni tanto non ho resistito al bisogno di mettere una pausa non posso fare a meno di dirti grazie per essere esistito ma, ancor piu' di continuare ad essere presente nella mia modesta esistenza fatta di poco ma non per questo meno importante e meno degna di rispetto, di altre.
Cordialmente.
Giò & Co
Cantare l'appartenenza, interpretarla un giorno, il 29 aprile, in quel di Pordenone, durante un concerto, fra gli occhi estasiati e le voci timide di tutti i presenti in un teatro pervaso da suoni ed odori di legni uniti nel tentativo, riuscito, di fare orchestra.
Cantarla per trasmetterne il senso unitamente al piacere per la comunanza tanto vera quanto difficile da comprendere ....sul confine.... poichè, a volte grido d'amore, altre volte, necessità impellente, irrinunciabile, di tracciare un segno per fermare il ricordo con lo scopo di renderlo eterno.
Complice un progetto pilota, prodotto da Edoardo De Angelis per conto dell'Associazione "Canzoni di Confine" e dall'Orchestra dell'Accademia Naonis diretta da Valter Sivilotti con il patrocinio del Comune di Pordenone, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Crup e con la partecipazione straordinaria, indimenticabile, di Antonella Ruggiero e dei solisti Simone D'Eusanio al violino elettrico, U.T.Gandhi alle percussioni, Sebastiano Zorza alla Fisarmonica.
Artisti sensibili e pienamente in grado di generare, un sabato sera diverso da tanti altri presso il Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone al completo, la perfetta suggestione, canzone dopo canzone.
Il tutto in un "ensamble" per dare vita a "Musiche dal Mondo", questo il nome del progetto e che ha visto susseguersi in scaletta, per quasi due ore e mezza suddivise in due tempi distinti, brani per voce ed orchestrazione di forte impatto emotivo.
In particolare nella prima parte del concerto è stato possibile assistere all'esecuzione di:
Preludio - S.Ianne - (Strumentale)
Oh tu stele - F. Escher (voce di A. Ruggiero)
Balada do sino - A. Zeca (voce di A. Ruggiero)
Kirie (misa luba) - Anonimo - (voce di A. Ruggiero)
Quant'è bello parlari d'ammuri - Bungaro - (voce di A. Ruggiero)
Ghadames - S. Ianne - (Strumentale)
Back to Bucarest - S. Deusanio (assolo di violino elettrico di Deusanio)
Non potho reposare - Anonimo - (voce di A. Ruggiero)
Summertime - G. Gershwin (voce di A. Ruggiero) - --- da brivido - - - - -
Linda mimosa - J.P. Ibanez, T. Chantre, J.P. Ibanez (voce di A. Ruggiero)
Mentre nel secondo tempo all'esecuzione di:
He - Noa, G. Dor (Strumentale)
Flow my Tears - J. Dowland (voce di A. Ruggiero)
Caravan - D. Ellington (voce di A. Ruggiero)
Li me' jorna - F. Giunta (voce di A. Ruggiero)
Musette - V. Sivilotti - (assolo di Fisarmonica di Sebastiano Zorza)
Choro - V. Sivilotti (assolo di Fisarmonica di Sebastiano Zorza)
Belz - D. Olshanetzky (voce di A. Ruggiero)
Guantanamera - J. Martì, H. Angulo, J. Fernandez (voce di A. Ruggiero)
Occhi di bambino - A. Ruggiero, C. Cantini (voce di A. Ruggiero)
non lasciando dimenticati i due bis finali
Echi d'infinito (voce di A. Ruggiero)
Oh tu stele - F. Escher (voce di A. Ruggiero)
che hanno concluso la serata unitamente ai dieci minuti d'applausi tributati senza posa, a sipario aperto.
Non c'è che dire, quella del 29 aprile è stata una serata davvero speciale.
Cordialmente, rigraziando ancora Stefano,
Giò & Co