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lunedì, 26 giugno 2006
Un regalo felice

Oggi, se tu, il mio Dio, sei all'ascolto rendi questo giorno improvvisamente felice,  salva tutti i bambini che puoi dal dolore in uso al contesto mondo.

Anche se t'ho sempre chiesto tanto sii misericordioso, solo così fermerai questo mio pianto.

Ci sono bambini che muoiono per un niente, ci sono poi quelli vittima delle guerre del tempo o di un incidente che la mente  non sa dimenticare.

Se non ti va di salvarli almeno, ora, raccontami una bugia, farà sentire la mia anima meno sola, meno abbandonata alle intemperie del destino, il mio, quello di chi amo, mentre tengo il capo chino nella speranza della tua misericordia.

Giòeco  

 

Postato da: gioeco a giugno 26, 2006 14:58 | link | commenti (1) |

Ognuno ha i suoi limiti

Si è sentito un tonfo
deve essersi rotto il silenzio
laggiu', incontenibile, nell'inconscio.

Me lo avevano detto
che prima o poi sarebbe successo,
senza nemmeno chiedere
forse è per questo
il perchè di questo letto
che ora mi nasconde
proprio mentre le parole mi fan da tetto.

Parole che son state il mio dono
e alle quali chiedo perdono
perchè con loro non sono mai stato buono
perchè con quelle parole avrei potuto dire e fare di tutto
di me,
per lei,
per l'anima sofferente, 
per trovare l'antitodo
per  sentirmi distante da dove sono ora
dove il tempo vola
dove non c'è amicizia che consola,

rumore che colpisce  di striscio
mentre centra il vuoto  lungo la via.

Giòeco

Postato da: gioeco a giugno 26, 2006 14:40 | link | commenti (2) |

La sfiga

La sfiga, che ci vede benissimo, è sempre all'erta......
è per questo che, ora mi sto mangiando un po' di pizza...
..per non pensare al rischio che posso correre se la sfiga "va in puzza".

A tal proposito...

"La sfiga insiste, la rabbia le resiste mentre le labbra cedono il passo all'arsura e, ad un'aria insicura che non è solo paura.
E' in quei frangenti che della speranza arrivi sul punto di non sapere che fartene, anzi, vorresti altamente, sicuramente, fregartene mentre il giorno dopo è sempre dinanzi a quel bivio: da una parte l'affogo; dall'altra, invece, lo sfogo sicuro e ti senti preso da un rogo che, dentro, arde e ti brucia, ti polverizza la voglia, il desiderio di andare oltre, di oltrepassare la soglia.

Intanto, il mondo reale è lì davanti a te  poco distante inconsapevole che tale problema è solo un fatto di testa, vorresti avere tra le mani l'accetta per tagliare un tronco alquanto di fretta da mettere, poi, subito in acqua con la creduta certezza che potrebbe portarti lontano da tutta la collettiva disumana, aleatoria, incertezza.
 
Ogni tanto, per fortuna, sulla sera dei giorni indecisi arriva come fulmine a ciel sereno l'ironia, quella botta di sana inconsapevole allegria che ti fa ripartire a mille anche se stai a palla col freno a mano tirato.

Perchè se è vero che  non esiste la perfezione in natura e l'idea d'essere posseduto dalla  sfiga ti rende la giornata piu' scura è sicuramente certo che l'umore è il vero antidoto avverso ciascuna interiore, personale, bufera.

Giòeco

Postato da: gioeco a giugno 26, 2006 13:27 | link | commenti |

domenica, 25 giugno 2006
Le parole ...puttane...

Le parole, quanto son puttane, da sera a mane, smanettando sul concetto fino al punto di prenderlo di petto anche a costo di sbatterlo sul letto della forma e del movimento, fino a diventar piacere o tormento. Son pronte a fare la loro comparsa quando uno meno se le aspetta, magari per stonare in una bozza di  canzone umidificata da una doccia aperta al solo scopo di  decantar l'interior tenzone al banchetto dell'emozione. Fuori o dentro dell'egocentrico bisogno di farsi un viaggio nell'animo e nel corpo di chi, proprio malgrado, da esse si scopre interessato, come con un fiume in piena che  ti penetra ma non   bagna le sponde se asciugate dalla assai diffusa 'arsura dell'indifferenza  silenziosa.

Le parole son le sottane dell'umana dicenza,  se ne vanno in licenza soltanto se coniugate con la musa della disconoscenza, in alcuni individui pura parvenza a fronte d'una virtu' parcheggiata  al solo fine di non vederla bruciata dalle  alte temperature generate da certe idee fotovoiltaiche.

Le parole son la vita che ci racconteremo come pure quella che è già stata, in attesa  delle storie del presente, quelle che, sul momento, amano  contarsi  in rime e strofe per darsi poesia oppure reddito, tutto ciò tenuto conto che per farle aprire al concetto che sintetizzano non basta un dito proprio come succede con le puttane.

Le parole son la vita di tutti e di nessuno, acqua che passa sotto i ponti messi insieme da tutti i libri stampati anche per fare libreria, polvere che le colora per ingiallirle assieme alla rilegatura. Alcune son giovani e forti, ma adolescenzialmente  complicate, altre sono come le gonne troppo corte delle donne, facilmente raggiungibili da certe teorie assai volatili quanto poco durature come l'estate. Ci sono poi le parole calibrate, dagli artisti musicate per travalicare le distanze ben riassunte nella infinita Telenovelas dei riciclaggio temporale. 

Le parole... ci sono pure quelle mie.... prevalentemente inascoltate, non capite, per intenderci le crittografate: bontà mia.

Giòeco

Postato da: gioeco a giugno 25, 2006 16:45 | link | commenti |

Nella giostra della vita

Nella giostra della vita c'è una strana dipartita, libera di essere o non essere nel mare dell'incedere, ampia distrazione dall'amore, arte del  resistere nel dolore dell'insistere.

Capita sempre, spesso nel pieno degli anni come destino che si scontra contro il muro che la vita erige per contrastare, sia la forza del vento che la tentazione di fuggire ; per delimitare il senso di una direzione dalla quale farsi rapire per il gusto di capire.

Capita, sì, purtroppo lo confermo, una musica, una birra, l'ebbrezza confusa nel  vento di libeccio, fra due casse che sono voglia di volare per direttissima, sensazione che sale, ritmo tribale che fa credere immortale ma, poi, regala solo l'asfalto rovente sulla testa, così inaspettatamente.

Di lui, di lei,  due fiori, una magliattetta e la foto che  racconta al mondo l'episodio di un ricordo di due occhi sgranati dalla paura nell'andare di quel secondo, sulla strada maledetta del non ritorno.

Forse l'ha voluto Dio, forse l'ha voluto la musa dell'acceleratore, chissà, fatto è che, in quei frangenti, muore  solo l'amore e tornare indietro non si può.

Cordialmente

Giò & Co

 

Postato da: gioeco a giugno 25, 2006 12:02 | link | commenti (2) |

sabato, 24 giugno 2006
Fan-culo

Fanculo Fanculo Tiziano che mi hai strappato dal viso tutte le lacrime che potevo, che tenevo nascoste nel dimenticatoio.
Fanculo a te che traccia dopo traccia hai distrutto la mia corazza.
Musica che sale e non posso fare a meno di pensare fra una fotografia che scivola via ed un dubbio di memoria che mi assale chissà se per condurmi distante o per combinare altro ma, sinceramente, a questo punto della mia esistenza non mi interessa niente.
Anche perchè se è maledetta la voglia di perdermi è pur sempre bastarda la mia  naturale capacità d'aiutarla.

E' così che il nodo che mi bloccava dentro è definitivamente  sciolto e questo te lo riconosco perchè, dismettando i panni del ricordo, col tempo, ho finito col dimenticarmi del dolore ma questo stato di cose non mi ha aiutato di certo a superarlo.

E' così che lo supero adesso, ora che ti ho ascoltato è mi sento stanco.
Stanco come se stessi compiendo il mio centesimo anno e, se posso dirtela tutta,  me ne faccio vanto e, qui lo dencanto e non me ne frega niente del cinismo che si offende se una persona esce all'improvviso fuori dal coro dell'indifferenza.

Finalmente ho capito che per resettare tutto basta uno sguardo ed io l'ho fatto, finalmente mi son guardato in volto: stop..... reset..... bip.... start new software.

Caro Tiziano,

cordialmente

Giò & Co


Postato da: gioeco a giugno 24, 2006 15:44 | link | commenti |

lunedì, 19 giugno 2006
Quando tramonta il sole

Quando tramonta il sole sul crocevia di una esistenza spesso la stanchezza è tanta e a poco conta tutta la tracontanza in vita esercitata.

Tutto diventa piu' lento, tutto si fa consacrabile e nulla si fa  quel tutto non detto, non scritto, non fatto.

Quando tramonta il sole ci sono all'orizzonte tanti chiari di Luna, una rosa non ancora appassita, una poltrona fin troppo sgualcita e, poi, tutto quel silenzio lo stesso che un giorno provò ad uccidermi dentro.

Cordialmente

Giò & Co

Postato da: gioeco a giugno 19, 2006 23:50 | link | commenti |

Spirito Libero

Sono, mi sento, uno spirito libero.

Forse è per questo che, a molti, possono far paura i miei gesti scritti, i miei commenti sintetici.

Nella generalità dei casi non faccio male a nessuno ma, nonostante ciò, senza nemmeno sapere il perchè,   le mie parole finiscono col bruciarsi nelle mani di qualcuno che si diverte a moderarle allegramente, magari convincendosi che tale gesto, per la collettività che si scopre  desideroso di condurre giorno dopo giorno al pascolo, possa rappresentare il bene migliore .

Non posso non esser contento del fatto che vado fiero del mio pensiero ma, ancor più, che amo la musica a 360°.

E se voglio scrivere una critica (la mia nasconde sempre un atto d'amore) spesso lo faccio.

Cordialmente dedicato a chi mi censura.

Giò & Co

Postato da: gioeco a giugno 19, 2006 23:41 | link | commenti |

venerdì, 16 giugno 2006
Così fragile

"Dal profondo del mio inferno", canta la mia voglia di vivere in eterno alla ricerca del mio angolo di paradiso.

Musica per me, come onda che mi assale.

Cordialmente

Giò & Co

Postato da: gioeco a giugno 16, 2006 09:54 | link | commenti |

mercoledì, 14 giugno 2006
Mi porto dietro

Mi porto dietro le mie credute carenze d'affetto.

Forse perchè, d'amore ricevuto, ne ho avuto tanto.

Ed è quando cade il silenzio che di quell'amore ne sento l'assoluto bisogno.

E' un amore speciale perchè arriva diretto come un colpo al cuore.

E' un amore che mi fa urlare il disperato dolore di un  Io  che muore se affidato  a se stesso e che  nessuna musica può fratturare perchè sensibile solo alla concetto universale e che è riassunto in quel dire "Ti voglio bene da morire".

...fosse anche solo un "ti voglio bene" per amicizia....

Cordialmente

Giòeco

 

Postato da: gioeco a giugno 14, 2006 14:12 | link | commenti |

martedì, 13 giugno 2006
Ieri, oggi, domani

Ieri mi son sentito un Dio, oggi, non so piu' nemmeno chi sono io, io che vivo al centro di un tormento, sospeso fra musica e parole alla perenne ricerca del sole.

E se fino ad oggi può esser stato vero che mi sono amato  troppo  non è detto che domani continuerò a farlo.

Ed anche se farà male sarà comunque amore, amore che vuole solo addormentarsi sereno fra gli scogli affacciati sul  mare, complice il cielo blu di settembre e quel po' di febbre nelle vene e che è tutta voglia d'esistere, di resistere.

Giòeco

Postato da: gioeco a giugno 13, 2006 10:22 | link | commenti |

domenica, 11 giugno 2006
Fra parabole (s)puntate

Fra matite appuntite, telecamere a puntate e pagine ammuffite, trova svolgimento la consuetudine del mio tempo fra quel generale malcostume del non fare a tempo nel trovare un senso a tutto quello che gira intorno, anche se è solo il contorno e lo stato generale del tormento che s'agita dentro durante l'attesa di chissà quale giorno.

Inutile attribuirmi la colpa se, oggi, non vola piu' l'ape maia e va comunque in onda l'euforia gaia dei "chissene frega" se la gente usa fin troppo spesso la sega per risolvere qualsiasi sua bega.

Perchè tutto s'acconsente purchè follia piu' follia  dia come risultato il concetto calcio.

Fra un digitale terrestre ed una parabola (s)puntata è questo il tempo in cui mezzo mondo si ferma e tutto il resto finisce nel dimenticatoio: niente piu' amore sulle foglie dei prati a vantaggio delle mogli sfinite, finite annoiate nel veder tributata la medesima tracotanza d'amore all'amante televisore che non lascia segno eccezion fatta per l'immancabile pancia.

Ehi !!!? "In questo mondo di ladri", "di santi ed eroi" dello stare in casa "senno' poi", c'è ancora un gruppo di amici che giocano a carte come giocavamo noi ?

Inutile trovare un perché a questa società dei debiti che continua a concedere i suoi crediti quasi esclusivamente politici e solo perché le parole non costano niente.

Perchè facile diventa zittire la voglia di ragionare se rientra nelle ore di collegamento satellitare.

Ehi !!!?  In questo mondo di telecomunicazione c'è ancora spazio per una chiaccerata in convenzione totale con l'emozione del corpo ?

Se il rispetto domanda se stesso allora l'amore domanda anche il sesso che non vuol dire coniugarsi sul letto, basta che venga premuto il grilletto.

Perchè il calcio virtuale non è meglio dell'amore reale.

Giòeco

Postato da: gioeco a giugno 11, 2006 15:28 | link | commenti |

sabato, 10 giugno 2006
C'è nell'aria

C'è nell'aria qualcosa.

C'è nell'aria un desiderio....una canzone che mi attira, c'è qualcosa che non so cos'è, anche se, Britti e Bennato sanno bene cosa sia.

Cordialmente

Giò & Co

N.B: Sicuramente è la voglia di pensare ad altro, di riprendere la via piu' carico che mai di ricordi che non potrò scordare mai.

Postato da: gioeco a giugno 10, 2006 09:49 | link | commenti |

mercoledì, 07 giugno 2006
Quando guardi in faccia la morte

Quando ti poni di fronte alla morte, quello che da subito noti  è che la  morte è sempre uguale a se stessa: corpo immobile, colore bianco freddo che mortifica il  corpo mentre accende il ricordo.

Tutto intorno  lo squallore di un luogo che nulla ha a che vedere con l'amore, perchè è grigiore diffuso un po' ovunque che fa tanto colore prigione assieme alle immancabili porte rotte dal dolore, alle ragnatele un po' cariche di polvere, ai tubi intaccati dalla ruggine senza speranza d'essere rimossa in tempi brevi, alle lacrime sparse dappertutto, nell'aria, a goccia a goccia sui pavimenti fra i buchi  lasciati sul lineolum  dalle sigarette  spente chissà quando e in quale misura e  le macchie di vita indelebili sui muri che hanno visto intersecarsi i destini dei compianti e le sofferenze di tutti i presenti al loro cospetto.

Quando capiti in quei  luoghi che arrecano il nome di "camera della morte" puoi anche finire col convincerti che la dipartita del corpo altro non sia  che la fine di un contratto che ciascun essere vivente, a propria insaputa, chissà se per colpa di una clausola vessatoria o per altro, si ritrova ad onorare con pagamento rateale, compleanno dopo compleanno, evento dopo evento, comunque attraverso l'asse tempo, senza possibilità di un ulteriore deferimento.

Perchè la morte quando decide di certo non si fa  scruopoli.

Del resto .... questo è il gioco della vita.

 Giòeco

Postato da: gioeco a giugno 07, 2006 19:37 | link | commenti (2) |
morte, pallore, grigiore

martedì, 06 giugno 2006
C'è

C'è...
C'è chi sta vicino e lontano da te
c'è quel che di più semplice in natura è
C'è che mi sento ciò che non sono
c'è che non posso fare a meno di dismettere un sogno
c'è la stanchezza
c'è l'euforia
c'è la paura di una botta e via
se, prima, la raggiungi, subito dopo, se ne scappa via.

C'è, lei sta sempre in mezzo anche se
c'è la certezza di tanti ma e pochi se
c'è la gioia
c'è la boria

c'è anche la noia
c'è tutta l'emozione che, di solito, c'è in una storia
c'è quel che c'è  ma non è dato sapere il perchè.
c'è o, forse, non c'è tutto quel che mi sono immaginato di te.

c'è la voce di una canto leggero
c'è il silenzio di un dolce pensiero
c'è il frastuono di un dolore buono
c'è il fragore di un leggero tuono

ed io che ad intuizione non sono mai stato bravo
preferisco respirare la calma di un cielo stellato

miliardi di punti luminosi
che se provi ad unirli
ti fanno venire la voglia immensa di viverli

Giòeco

Postato da: gioeco a giugno 06, 2006 06:13 | link | commenti |

Un ponte

Un ponte sul confine di un mare infinito
il ponte che raggiunge il pensiero che va
che trova atmosfera in una speranza sincera
e che, improvvisa, si trasforma in una emozione pura.

Un ponte che traccia il sentiero di una consapevolezza futura
che è ora luce e poi suono, ora  musica e poi  tuono
che sa scuotere il fondo, generare tremore sul pelo dell'acqua,
proprio come sulla pelle di chi si pone all'ascolto.

Un ponte che si lancia nel vuoto per andare incontro alla sera
per superare l'ostacolo che fa tanta paura,
e che, spesso, è divario in essere fra le diverse coscienze esistenti in natura.

Stasera vorrei tanto che sapesse trovare il modo di uscire dal mio tratto
e diventare il mio personale, unico, riscatto,
anche a costo sembrare un po' matto.

Giòeco

Postato da: gioeco a giugno 06, 2006 00:39 | link | commenti |

 Ora che, tra breve, sarà notte alta, facile diventerà immaginare l’attimo giusto che si amerà ricordare;

attraverso l’uso dell’immaginazione avrà l’odore di quei fogli sparsi a cui resta, fin da ora, difficile non pensare fra fumi alti di caffè e profumi di inchiostro: il più nero che c’è;
sarà il dizionario di tutte le emozioni rinchiuse nel profondo, semmai, sarà tutte quelle verità che non ci siamo riconosciuti mai;

disarmerà la nostalgia, quella sempre ad un passo dalla innata armonia; cancellerà gli appunti e che, oramai, non ci rappresentano più.
E quando la notte avrà modo di concedersi alle lusinghe del giorno l’emozione vissuta tirerà le somme facile, così,  diventerà dedurre la differenza che si amerà distinguere; attraverso l’uso della ragione avrà la certezza di quelle note che resterà difficile non suonare fra fruscii di corde elettriche bisognose di accordo;
sarà il canzoniere di tutta la creatività di una notte casomai, sarà il punto di inizio di una rilettura che potrebbe anche non finire mai, aumenterà l’attesa, quella sempre ad un passo dalla parola fine disegnerà il presente strappandolo, a poco a poco, al futuro.

Giòeco
N.B: Fogli sparsi come tanti cristalli di realtà piovuti direttamente dal cielo della fantasia: li osservo, li respiro, ne sono parte, mondo a parte, ora anche il mio.

Postato da: gioeco a giugno 06, 2006 00:38 | link | commenti |

Puttana la vita

Veloce, lenta, leggera, sopita, timorosa, impazzita, facile, difficile, complessa, semplice, intuitiva, sorpendente, sincera, deludente, amorosa, seducente, illuminata, luminosa, burrascosa, tremenda, favolosa, puttana....

Puttana la vita che si concede alla morte con quel suo tirare a sorte  per  riempirsi, mercenarie, le sporte.

Insistente la morte che se ne fotte di quanto sei forte, a lei interessa solo  aprirti le porte.

Col destino degli uomini lei ci gioca a carte è così che per  ciascun secondo che passa trova il modo d'esistere.

Un esistere resistere alla scienza dell'uomo che rende lunga la vita ma, a volte, meno dignitosa la sofferenza del corpo.

Marcella, classe 1921, questa mattina si è spenta per risvegliarsi a nuova vita.

Già la riesco ad intravedere, lassù, tra le stelle, tanto belle quanto quel suo desiderio di sempre di riuscire a farne parte in totale armonia con se stessa ed i suoi cari: la mamma, il papà, la sorella e tutte le persone alle quali, in vita, ha tributato il suo amore.

Cordialmente

Giò & Co

Postato da: gioeco a giugno 06, 2006 00:34 | link | commenti |



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