Lo spazio dei miei vorrei e dei miei sapeste ora è realtà. Speriamo possa rivelarsi in grado di soddisfare le mie e le vostre curiosità
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2008
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Passata la notte mi rendo conto che non serve a nulla incazzarsi.
Come per tutte le cose del mondo, se non entri nel giro, se non ottieni stima e fiducia, ti puoi scordare di entrare nel giro stretto della condivisione delle esperienze ed ancor più di ogni minimo pezzettino di sogno che hai fatto.
Sogno che non interessa direttamente te ma chi hai apprezzato e vorresti tanto fosse apprezzato dal tuo prossimo.
Che stia sognando da tempo un interessamento di Corrado in favore di Alex oramai è noto anche ai sassi il problema è che il mio sogno attinge ad una disponibilità di tempo non mia.
E cosa anco più decisiva credo non sia noto nemmeno a Corrado.
Ecco allora che mi rendo conto di esser caduto in un errore reiterato ciclicamente nel tempo: devo imparare a pensare all'ottimizzazione delle mie disponibilità di tempo e delle mie potenziali capacità talentuose (a proposito, se mi dite voi quali sono mi metto subito a lavoro) e non all'impiego di quelle del mio prossimo.
La questione è sempre la stessa: si teme il silenzio ma lo si dispensa.
Tant'è che poi ci si sorprende dell'esistenza di così tanta diffusa indifferenza.
Mi sono appesa reso conto che la mia è una battaglia persa: troppi i mulini a vento.
Cordialmente
Giòeco
Oggi, su questa via di nessuno, possono cambiare tante cose.
Spero solo di riuscire a superare le decisioni prese per nostro conto dal destino.
Questa volta con la mia famiglia il destino è stato davvero cattivo.
Lo so, lo so, questa è la vita: ma cazzo che razza di sfiga.
Quanto fa male venire a sapere le cose per un puro caso....
Quanto fa bene venire a sapere che si sta smuovendo comunque qualcosa.
Male che fa male, ma anche male che fa bene
Un problema comunque resta.... che, in fatto di considerazione ricevuta da parte di terzi, volo a zero.
Nonostante questo...
L'unica cosa che posso fare è URLARVI che al di là di questo c'è davvero tanta altra gente che in ALEX BARONI CREDE e merita rispetto.
Va bè come non detto.
Ora capisco quei silenzi che sto ricevendo.
Quello che conta è che si parlerà di nuovo di lui.
Cordialmente
Giòeco
Dimenticavo
http://www.myspace.com/alextributoadalexbaroni
Ascolto spesso la trasmissione radiofonica della Palombelli.
Oggi mi ha fatto prendere coscienza del fatto che ho paura ad approfondire con la lettura alcuni argomenti.
Dentro di me l'esigenza di conoscere un mondo ma al tempo stesso la paura di rimanerne fin troppo immerso/coinvolto dal punto di vista emozionale.
Non riesco a rendermi conto se stia sbagliando o meno.
D'altro canto è come con la professione medica.
O ci sei tagliato oppure è meglio lasciar perdere.
Praticamente non so se valga la similitudine.
Cordialmente
Giòeco
Due per tutti
http://www.myspace.com/corradorustici
e
http://www.myspace.com/lucarusticiworld
Cordialmente
Giòeco
"Andale, andale"
stelle coriandolo all'orizzonte,
sul mare
voglia di remare che assale
desiderio di remare
e, poi, gridare
"andale, andale"
la vera forza è avere
la voglia di desiderare un luogo
da soli,
assieme
non importa con chi o se in solitudine;
e se non sai dove andare
ricordare che nella vita è fondamentale
muovere,
smuovere,
smuoversi
dal luogo ove ti intrattengono
per paura che tu possa imparare ad odiare l'intrattenimento.
Woody Allen dice
Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.
Bisognerebbe iniziare morendo, cosi ci si leva subito il pensiero.
Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perché troppo
giovani.
Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare e per quarant'anni,
fino a che sarai sufficientemente
giovane per goderti la pensione.
Seguono, feste, alcool, erba ed il liceo....
Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai
responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre,
passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando, e finisci il tutto con un
bell'orgasmo!
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L'apprendimento si costruisce con la stessa filosofia del fumo.
Già sai che un giorno sarai costretto a smettere di fumare.
Interessante è pensare che nella vita compiamo così tante azioni dal risvolto criptico che, per abitudine, non ci rendiamo conto di aver posseduto più dell'oro.
Si dice che gli artisti incompresi siano artisti criptici.
Bene !!! Si dice anche che gli artisti incompresi siano squattrinati.
Bene (anche se male per loro) !!! In realtà spesso tali artisti hanno semplicemente deciso di non monetizzare la loro arte perchè, già di per sè, più preziosa di qualsiasi metallo nobile.
Il tutto potrebbe in fondo essere spiegato attraverso un procedimento alchemico di chiara enunciazione.
Chi possiede del metallo poco pregiato può solo trasformarlo in qualcosa di più prezioso.
Il procedimento chimico inverso, ossia se già si possiede più dell'oro, può invece produrre sclusivamente "merda".
Cordialmente
Giòeco
Quando non arrivo subito a comprendere le cose che vedo o che mi circondano, proprio come se fossi l'ultimo scemo del villaggio, non posso fare a meno di pensare che mi odio.
Ma uno scemo del villaggio può odiare ?
Lo scemo è scemo, scema da sè senza elevarsi al di soprà dei suoi naturali, molteplici, paralleli, talenti ben scritti all'interno del patrimonio genetico dell'uomo.
Patrimonio che per trovare valorizzazione ha bisogno dell'esercizio di uno studio attento da porre in essere dinanzi allo specchio/maestro dell'anima.
Uno specchio illuminato dai tuoni neuronali i soli in grado di stimolare la apertura e/o la chiusura dei collegamenti celebrali e che senza soluzione di continuità linkano immagini, attivano azioni sulla scia degli stimoli in entrata, producono effetti accompagnandoli fino all'uscita.
Quando non arrivo quindi a comprendere le cose che vedo, che sento o che mi circondano, mi percepisco agli occhi del prossimo...... già come mi percepisco..... ? Praticamente cieco alla luce di tutti gli stimoli.
Ergo, mi odio.
Cordialmente
Giòeco
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Il 20 ottobre Sugar pubblica “Deconstruction of a Post Modern Musician”, il nuovo album solista di Corrado Rustici. All'interno dell'album sarà presente un codice di accesso all'area riservata del sito www.sugarmusic.com/corradorustici, che offre la possibilità di partecipare al concorso “ Vinci una chitarra Gibson ”.
I partecipanti potranno scaricare la base musicale del brano “Tantrum to Blind” per effettuare il proprio assolo di chitarra, che dovrà essere registrato, in formato Mp3, e inviato entro le ore 24:00 del giorno 20.01.2007 tramite posta elettronica all'indirizzo vinciunagibson@sugarmusic.com (farà fede la data d'invio/registrazione della posta elettronica).
Fra tutti gli assoli pervenuti, verrà effettuata una selezione/valutazione da parte di una giuria il giorno 05.02.2007; l'autore del miglior assolo verrà premiato con una chitarra Gibson modello SG Special del valore di € 1.300,00 IVA esclusa .
Regolamento completo: http://www.sugarmusic.com/corradorustici/regolamento-concorso.htm
Sento in me il momento liberazione che diventa peso al suono di un disco jazz.
Giòeco
Vivo come una abitudine, stasera, un altro modo non so.
Lei non c'è ed io mi adagio, Lui non può dire nulla, immagino.
La sua foto canta sulla musica messa su dal ricordo delle sue parole
Ne perpepisco la disarmonia mentre il respiro si fa sospiro: per sua intensità brucia persino l'aria.
I giochi son fatti ed i fatti si fanno gioco di attimi rimasti in sospensione continua, disordine mentale che avanza e prende le redini della stanza: piccola oasi scogliera ai minimi termini di un disavanzo d'amore.
Stasera mi dispiace si scende, nuovo giorno nuova risalita, chi desidera può aspettare, chi è desiderato si goda puro il beneficio al desiderio collegato.
Giòeco
Sembrerà una casualità ma questa cosa non mi va.
Tutte le volte che cerco di ascoltare un nuovo disco, perchè il venerdì se non è sacro poco ci manca, puntualmente qualcuno dell'ufficio si mette a lavorare nella mia stanza, naturalmente parlando al telefono.
Oggi la giornata è cominciata male.
Tra le altre cose sono decine di notti che continuo a fare piccoli estenuanti incubi: pago fior di migliaia di euro, incasso quasi niente, vado per fiumi, attraverso montagne, persino il piatto in certi sogni piange.
Che devo fare per ritornare a beltà notturna ?
In verità la soluzione esisterebbe: ritrovare un po' della perduta serenità familiare ma, ahimè, soltanto dopo il 30 c.m. sarà dato sapere di che tristezza o gioia la mia felicità interiore dovrà morire..
Cordialmente
Giòeco
a te che forse non comprendi le resistenze in essere, per non ferire un'altra volta chi come te non si difende;
a te che sei cosi' giovane per la mia vecchia anima, che a guardarti mi viene in mente il mio passato di innamorata pazza;
a te dedico il mio silenzio e la distanza da chi non mi appartiene in sobrietà, mi somiglia in pura follia ma che non mi interessa affatto e solo ti fa soffrire.
E poi forse... il mare
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http://sanslevouloir.splinder.com/
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Cordialmente
Giòeco
Io Giovanni senza una tresca porto avanti i miei pensieri, per piacere, per scelta.
Vivo attaccato ai miei argomenti, ruotando a destra o a sinistra a seconda dei momenti maturando nuove possibilità di scelta a cui attaccarmi o da cui dissociarmi.
Vivo in simbiosi con i tormenti ma senza cercare soluzioni apparenti tanto per non cadere nei tranelli che la mente sa nascondere sotto sotto come anelli.
Dica pure il contrario chi non si fida delle dichiarazioni contenute nei paragrafi di cui sopra.
Io Giovanni senza una tresca porto dietro la mia personale coda. Per forza !!!! Davanti c'è un'altra cosa.
Vivo staccando le etichette dai cd sproloquiando e poi rattaccando sotto, sopra ciò che è rimasto.
Vivo in perenne stato d'attaccamento, nessuno sa a che cosa, tutta colpa della colla che uso ma di cui non abuso.
Io Giovanni senza una tresca cambio al cambiare del suono, per intercessione musicale.
Vivo il vento come fosse il movimento dell'anima, restando fermo, inarcando le sopracciglia della fronte "che fa un sacco ganzo".
Vivo in uno stato infantile di immaginazione credendo che ogni uomo esistente sulla terra sia umano.
Io, tu, noi se già sappiamo chi siamo è già un bel successo, importante è scoprirlo prima del decesso.
Così vivo aspettando consapevole che morirò lasciando: "Ciao, scusa ma ora non riesco a respirare. Ci vediamo dove vuoi tu".
Vivo del male minore e del bene peggiore senza sapere bene cosa abbia inteso dire ma a che serve interrogare un mistero se il mistero è un mistero già di per sè.
Io Giovanni senza una tresca, amo odiando, odio amando, qualche volta qualcuno ce lo mando quando non mi risponde via e-mail.
Vivo rimaendo fuorri pista, incontrollato predicato verbale che esprime un'azione cdi cui non voglio dire per non rischiare l'autovelox.
Vivo senza di te, di me, di te, di me, di te, di me, vivo a ripetizione alternata nell'arco temporale di un eco, perchè l'eco fa per me, in quanto Giò.
Io Giovanni senza una tresca vado per scelta incontro ai calci in faccia per sentirmi un escluso importante.
Vivo regalando importanza a chi crede di possederne iun po'.
Vivo e basta: è da tre mesi che non mangio un po' di pasta facendo finta che è normale, provando sulla mia pelle gli effetti variabili della privazione mentale.
Io Giovanni senza una tresca, almeno per oggi la devo smettere di ascoltare musica.
Giòeco
Consumo, giorno dopo giorno questo mese di novembre consumando i miei soliti cinque caffè:
Certo potrei decidermi anche a bere del tè, ma dopo pochi sorsi mi rendo subito conto che non fa per me.
L'alternativa ci sarebbe pure ma inevitabilmente equivale a non pensare più a te.
Sinceramente, allo stato attuale, non lo posso evitare.
Mi fa stare bene, mi fa stare male, niente di fisico, è più uno stato mentale attorno al quale circumnavigo cercando di scattare nel momento più ideale quelle foto capaci di ritrarre il senso a sostegno di questo mio strano comportamento.
Una foto per ogni giudizio che mi impongo.
Praticamente consumo questo mese di novembre dandomi del deficiente, va bene è inutile aggiungere altro, anche perchè deficere è un dato di fatto per una parte della popolazione che, quotidianamente, dalle proprie case parte all'assalto.
Cordialmente
Giòeco
Momento poesia, capita quando cerchi l'armonia, coccolando l'amore, lasciando andare il cuore mentre prova a spiegare che le nostalgie dell'autunno potrebbero anche riscoprirsi indolori.
Momento poesia, che ti dà tutto e niente, che regala alle labbra un nome, che ti fa credere possibile che imparare a volare è plausibile, possibile.
Momento doublefas che, da una parte, ti scuote mentre, dall'altra, un pochino più tranquillo t'ddormenta.
Cordialmente
Giòeco
"Ma tu ce lo sai che la parola Roma viene dopo la parola Dio"
"E dai leggila, arileggila al contrario .... dai su rileggila.... avrai svelato il mister"
Cordialmente
Giòeco
Premesso che mi piacerebbe tanto saper interagire con i venditori/venditrici/commessi/commesse rinchiusi all'interno dei negozi di dischi per fare mia la loro cultura musicale -mi affascina ed io in fatto di musica ne so davvero poco - posso scrivere che la sciatteria che pervade certi soggetti destinati alla vendita al dettaglio spesso affetta dall'umano arbitrio dal potere illuminato, mi fa pensare subito ad una industria delle fregature. e che riesce a dare la massima espressione di sè nel preciso istante in cui il venditore decide, grazie ad un gioco di sguardi o di richieste che come acquirente gli risulti poco gradito.
E' pur sempre vero che l'interazione con gli stolti venditori dispensatori di fregature può essere ridotta ai minimi termini ossia scegliendo la strategia dell'accodamento dietro alle persone dallo stesso venditore conosciute, soprattutto in ambito "macelleresco" - questa attenuante di certo non migliora la qualità media della vendita al dettaglio - tuttavia tale teoria non in tutti i casi risulta facilmente applicabile, soprattutto, quando ci si accorge di essere fuori sede.
Il libero arbitrio ci viene propinato come derivante dall'alto, si dice poi che l'uomo l'abbia fatto poprio adattandolo ad una mera impellenza economico-lucrativa.
Speriamo bene per il futuro.
Cordialmente
Giòeco
Quando la pressione intracranica sale proprio mentre l'umore scende l'unica, la vera grande alternativa è rappresentata da una canzoncin o per meglio dir da una Petrolinata tratta da "Romana" di Tosca - Un omaggio alla romanità.
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"Buona sera miei signori come state ? State bene ? Non c'è male ? Io pure, grazie.
E la contessa ancor non viene, cosa si fa qui ? Cosa fassi ?
Nulla, fassi ancor quello che fessi, sapevancelo si o' sau ossia sassi.
Tu che mi guardi cosa dirotti mio alfier ti fò sì mio alfiere , fotti....
Ho comprato i salamini e me ne vanto se qualcuno ci pastisce 'ca io canto è inutile sparlar, è inutile ridir sono un bel giovanottin ... sono un augellin.
[La risata di Tosca mi fa impazzir, potrei morir]
Vorrei tornar bimbino da tutti carezzato di sera e di mattino vorrei essere sbuccellato, allor chi mi vedeva di me si innamorava al petto mi stringeva, evviva l'alluminio.
Fiore di virgoletta e di bacillo, quando ti vedo mi fa male un callo, ti amo come si ama un coccodrillo, fiore di pimpa spenta in bocca a un pollo sei bella più del grasso del cappello, più di una busta senza franchimbollo.
[La risata di Tosca mi fa impazzir, potrei morir]
questa camminata l'ho inventata io, anche questa cosuccia qui è mia è una cosuccia senza pretenzione, ma è mia non l'ho fatta nemmeno registrare, è di pubblico dominio altri avrebbe precisato "made in Gastone" i miei guanti bianco latte elegantissimi, guardateli..... Gastone, Gastone.
E' inutile sparlar, è inutile ridir, sono un bel giovanottin ... sono un augellin, sono un augellin, sono un augellin
[Applauso finale]
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Piango dall'emozione generata durante l'ascolto, Vi prego voi non fateci caso. ;+))))
Cordialmente
Giòeco
Io che mi sento molto spesso uno "stereopatico" vivo oggi l'insana simbiosi con l'altra parte di me che, invece, è solita perecepirsi metereopatica.
Eppure la pioggia mi piace ed ancor più quando tuona.
Ci sono giorni di pioggia in cui allungo volutamente la strada fra casa e lavoro solo per riuscire a vivere un po' di pioggia in sana solitudine. Tale stato dell'agire mi aiuta a ritrovare la luce, a ragionare sulle cose da fare come se il l'intermittenza del tergicristallo si rivelasse in grado di sciogliere l'ipnosi abituale da cui mi sento affetto. Una ipnosi che si fa stordimento quando il piattume diffuso, generale, mi raggiunge e mi avvolge per rendermi socialmente "inoperoso".
Cordialmente
Giòeco
"E quanto è bello e quanto è triste dimenticare che il dolore esiste" -
da Tarantola d'Africa - Tiziano Ferro - Nessuno è solo
Quando mi scopro ai piedi di una nuova sorgente di pensieri la prima sensazione che provo è fatta di stupore, la seconda è colma della necessità di intervenire, la terza si accosta alla mia paura di sempre: di essere di troppo o di troppo strafare tanto da sembrare nullafacente al di fuori di questo mondo virtuale.
Mi guardo intorno e quando scopro che, in giro, c'è poca propensione a ragionare, a "discutere" in maniera costruttiva, insomma ad esercitarsi nei pensieri scritti e parlati, lo scoramento che mi pervade è immenso.
Perchè sento che ragionare, per me, è riuscire a superare quel piattume di fango che, quotidianamente si attesta lungo la linea della collettiva intelligenza. tutto ciò con l'obiettivo di attirarla sul fondo.
Cordialmente
Giòeco
C'è..C'è che...C'è che voglio imparare....amare C'è che voglio capire ancora più su di me senza aver aver paura di sapere se c'è dell'altro da intuire.
C'è... C'è che.... C'è che voglio sentirmi libero di sprofondare come di volare entro il perimetro di quello che già so, comunque al di sopra dell'ignoto di cui nessun riferimento limite ho.
C'è ... C'è che... C'è che mi basta una canzone per arrestare una parola ed un foglio per domiciliarla, per non lasciarla più evadere.
C'è ... C'è che... C'è qualcosa nell'aria che mi spinge alla fuga mentre c'è qualcosa in me che puntualmente ritorna.
C'è ... C'è che.... C'è che voglio capire dove sta il mio limite ... C'è che non voglio sempre fare a botte con l'impossibile.
Giòeco
Un giorno creai giosito.it uno spaccato di vita musicale in divenire e che, ben presto è stato attraversato da una profonda trasformazione del suo costruttore.
Tant'è che, oggi, giosito.it è divenuto uno spaccato di vita vissuta, rimasta immutata attraverso le icone che in esso hanno trovato, nel corso degli anni, la propria via di rappresentazione.
Mi domando, a questo punto, se il suo pensatore, ossia, il sottoscritto riuscirà a donargli nuova vita.
Attualmente il soggetto che sta scrivendo si sta occupando della gettata virtuale di quei pilastri che dovranno poi reggere il peso del nuovo sito. Un sito che si occuperà di musica a 360° e che regalerà informazioni di prima mano sempre che gli artisti che, di volta in volta, resteranno interessati si dimostrino disponibili a darne.
Il punto di partenza, almediastore.com, il punto di arrivo allinfo.it inclusi i suoi infiniti sottodomini.
La struttura di collegamento giosito.it.
Riuscirà il pensatore di sogni (sempre il sottoscritto) nell'intento ? Ci sarà un pool di artisti disposto a credere in lui (quindi in me) ?
Ma, soprattutto, avrò spettatori, fruitori in massa ?
Chi resterà sintonizzato avrà modo di conoscere il prosieguo di questo nuovo capitolo di vita.
Cordialmente
Giòeco
Mentre tutto se ne va per ritornare chissà quando ascolto di Alex Baroni il canto.
Mi accende e, dentro me, risplende, dando tepore, restituendo vita.
Mi ricordo ancora come se fosse oggi, di quando l'ascoltai quella sera: nell'aria un silenzio da notte e, poi, l'umidità inarrestabile sul viso che provava a tirar fuori da me la vita, un gesto d'amore per salvarla dalla morte intenzionata ad andare oltre.
Ore ed ore a fare i conti, miliardi di minuti secondi spesi tutti nei ricordi che ancora adesso brillano di vita propria.
La vita dei mille "se solo sapeste" e dei pochi pretenziosi vorrei.
Giòeco
Oltre gli ostacoli del cuore la poesia si vanta di saper reagire a quell'assoluto, collettivo, non dire, con l'obiettivo innato di arrivare fino all'ultimo indivuale sentire e che diventa percepire senza l'ausilio di paure, quelle che ci fanno spesso dimenticare che libertà, ragione e cuore, bene, insieme, possono convivere.
Giòeco
Oggi ho consumato un rimpianto è stato inusuale, oggi son cresciuto tanto e me la rido allegramente tanto oramai alle mie spalle c' è la notte.
Oggi mi si son rotte pure le scarpe, ci faccio sempre a botte, forse era da troppo tempo che non le portavo a fare un giro con me; me la rido fischiettando un po' d'armonia, non è più una chimera .
Giòeco
Stai,
non te ne andare
mai,
conserva l'immagine che di te
hai,
presto comprenderai
sai,
dove sta la ragione e,
poi,
la libertà che
vuoi.
Dentro di te trovarla puoi.
Giòeco
Per un attimo, un attimo soltanto, ho fermato il tempo... mi sentivo fragile...
E' stato come naufragare, ritornare a percepire... sentire... Tutto sembrava me ed io una sua parte.
E' stato come provare l'eternità .... abbattere una corazza ...abbracciare me stesso con la medesima intensità di chi ha provato su di sè la troppa distanza.
E tutto ciò che è avvenuto in quella stanza sembrava non aver pareti intorno per effetto di un volo senza fine.... sperduto quanto un aliante ai bordi di un dirupo ...ma mai perduto....
Un aliante lento in discesa, veloce in ripresa dopo aver di poco planato sul limpido mare tanto amato.
Così ha voluto il mio destino, il mio animo l'ha apprezzato.
Cordialmente
Giòeco

Spesso non riesco a dormire perchè ho troppe cose da dire e non so se riuscirò ad esprimerle prima di essere "costretto" a dimenticarmele per lasciare il posto alle nuove argomentazioni che via via, vivendo, si mostrano degne di un attento ragionamento.
Di solito quando ci si dimentica di una cosa da dire vuol dire che non era poi così importante.
Eppure tutto ciò che arrivo a pensare sicuramente una motivazione vagamente importante deve pur possederla: la mia mente non si scomoda mai per niente.
In genere l'intuizione da riferire arriva durante un trasferimento in macchina, a radio accesa, mentre tento di spostarmi fra un appuntamento e l'altro.
Cordialmente
Giòeco
C'ho quasi quarant'anni e ancora faccio ragionamenti lenti.
Tanto per intenderci del tipo
"The pen is on the table" od anche "the book is in the bag" per non parlare di "The chair is red".
Inutile dirVi la faticaccia e, poi, c'è sempre la rilettura che mi grinza la faccia.
Praticamente è come se mi ritrovassi a fare ragionamenti in correzione perpetua. Uffa.
Cordialmente
Giòeco (che non sa se riuscirà a dormire questa notte)
La quarta dimensione è la "volontà" d'apprendimento che permette, ad un certo punto, di fare un sunto delle altre dimensioni abitualmente vissute e che, già di per sè, si identificano con un preciso stato mentale.
Uno stato mentale dal quale è sempre possibile uscire magari disegnando all'occorrenza, al suo margine, una porta immaginaria dalla quale poi uscire semplicemente aprendola.
Quando si parla di comunicazione, quando si tenta di descrivere la tanto ricercata esemplificazione commercial-mediatica capace di comunicare con il remoto che si nasconde in ogni consumatore mi viene subito alla mente la pubblicità della Lagostina... una riga in movimento tesa e/o allentata, quanto basta semplificata, per rappresentare, ora una porta, ora una forma umana.
Una pubblicità capace di muoversi all'interno di immagini che fanno parte del quotidiano, che circoscrivono quel deja-vù che, nel profondo della mente e permettono, a chi la osserva (ma non la subisce come avviene con la brutta pubblicità in giro negli ultimi tempi), di riconoscersi, di trovare respiro nella personale storia della memoria.
Se buttassimo ora un occhio al nostro privato percorso educativo riusciremmo tranquillamente a trovare delle forme a noi più familiari di altre.
In questo senso la fotografia votata alla ricerca di ciò che è conosciuto, può aiutare meglio la mente a praticare la quarta dimensione fino ad oggi proprietà di pochi, tanto da permetterle, poi, di poter uscire dalla coda sequenziale che sa frenarla, schiacciarla, addormentarla.
Una coda per ogni continente, sua tangente il treno della curiosità, dell'interculturalità, della disconoscenza, di tutto ciò che mai saprà annebbiare la via interiore che sa condurre l'essere umano ad una equilibrata introspezione dell'animo: il famoso animo animale civilizzato.
Cordialmente
Giòeco
N.B chiedo scusa se sono stato poco chiaro, ma devo togliere il computer dal tavolo perchè mia madre deve apparecchiare.
Prima di partire, dimmi come andrà a finire, dimmi per quanto ancora sarai mia.
Tu musa che dai poesia, che fai scorrere la linfa che è morte e vita, che è lacrima e gioia, follia, boria, perfino foia.......... "no, non ho detto noia".
Sarà allora che durante il viaggio, viaggiando, respirerò più lentamente, imparando ciò che fino ad oggi, per paura, credendo d'avere la piena proprietà di un mare infinito, ho tralasciato, non considerato avendo in uso il medesimo gesto mentale, approccio sconsiderato che ora ho annullato per amore di un bisogno perennemente tenuto affogato.
Sarà pure quello il tempo in cui tornerà il rinnovamento, progettato più naturalmente, pensato col sentimento il mio più grande personale tormento ma assieme a te musa, un vero portento d'ispirazione, di illuminata autoconsiderazione.
La domanda che nasce spontanea diventa allora una ed una sola.
Ti prego dimmi per quanto tempo ancora resterai mia.
La paura di perderti è immensa almeno pari al desiderio pazzo di possederti avendo in uso la piena proprietà dei miei sensi ancora mai trascritti.
Inutile dirti che son convinto che basterebbe solo "un piccolo aiuto": cavalier coraggio.
L'unico in grado di far uscire la mia mente dai cento giorni di pecora e farla entrare nel giorno, l'unico, da leoni.
Cordialmente
Giòeco
Mio fratello non ha dubbi:
"I tuoi problemi sono anche le tue opportunità".
Sinceramente, fino a ieri, non l'avevo mai vista in tal senso sì tale questione.
Sarà per questo che, ora, vorrei tanto recuperare il tempo che ho perduto ricordando appieno, senza l'esercizio della paura, tutti i problemi che fino ad oggi ho vissuto.
Un bagno di memoria da trasformare in nuova linfa, ora che sta nascendo "LIBERTA E RAGIONE": un parto lungo.
Di problemi al mondo ne esistono infiniti ed è per questo che anche io voglio cominciare a dire la mia, per ottimizzare il tempo, sempre così carente, così labile, così esoso verso ciascuno di noi.
Niente sconti, tutto work in progress, senza interessarsi del suo essere, a volte, anacronistico o, perchè no, totalmente fuori senso se messo al confronto con quello biologico che è in noi.
Tanti affondi in un divenire di compleanni sempre belli e buoni per non dir millenari a detta della più classica fra le classiche canzoncine d'auguri.
Al momento l'unica cosa che posso dirVi è che su
se ne vedranno delle belle: adozione a distanza, tutela nei confronti del diritto selvaggio in uso alle pubbliche amministrazioni per educarci, per educarle a comportarsi come scritto su certi protocolli d'intesa fra Stato, Regioni e Comuni spessissimo ignorati per mancanza di fondi; in favore della tutela dell'ambiente avverso l'effetto serra, l'inquinamento, l'abbattimento criminale del polmone verde della nostra isola mondo.
Tutto sta a trovare la forza sovraumana per cominciare. Forza che deve aiutare a valicare il grande muro della burocrazia iniziale.
Un muro enorme sovente manutentuto dall'indifferenza della gente, la prima grande potenza del mondo se consapevole di essere il più vecchio albergo in termini di potenzialità inespresse.
Sarà per questo che tutti i regimi del mondo, compreso il nostro, amano tenerla sotto controllo attraverso il vaccino della diffidenza reciproca.
Cordialmente
Giòeco
Tanti anni, tante parole, molte poesie dettate da una musica diretta sempre al cuore.
Tante emozioni per arrivare al solito punto, a due metri da te senza pronunziare una parola, la voglia di superare l'ostacolo eretto dalla fretta, di lasciarmi andare all'armonia di una festa, senza avere il terrore di doverla pagare al boia della tristezza sempre sull'attenti, qui davanti, alla mia porta.
Tante canzoni per raggiungere il fondo, sfasciare tutto e poi riscostruire entro i 5- 6 minuti, spaccati in secondi, di quel tuo cantare senza troppi risparmi.
Io che, in quei frangenti, perennemente mi ammutolisco e ignobilmente, di tanto in tanto, piango forse perchè consapevole di poter rinascere, giono dopo giorno, ancor più fiducioso nei riguardi di quelle potenzialità accumulate, sempre grazie a te, in tempi meno sospetti.
Potenzialità pur sempre prive di qualunque possibilità di certificazione ISO-9000. Del resto non gode anche chi si accontenta ?
Io che capisco che per ascoltarti di più in macchina o nello stereo devo smettere di venirti a vedere ai concerti pur rischiando di perdere tutte quelle amicizie che, grazie a te, fino a d oggi, avevo reso parte del mio vivere quotidiano..
Io che qui scrivo solo per dirti che ti penso e che, grazie al tuo continuo interagire con la mente, comincio a sentirmi ogni giorno più maturo. Tu pensa: un giorno cadrò dall'albero anche io. Perchè a forza di tue canzoni la maturazione si fa perfetta: nota dopo nota all'ertano la mente per non farla marcire.
Io che m'allontano da te quando mi voglio punire per non gioire, per capire quanto valga il peso di una mancata partenza dall'hangar della spensieratezza per una sera..
Io che ora ti saluto senza sapere se troverò il coraggio di essere lì, il 20 dicembre, a Roma, davanti alla tua melodia.
Cordialmente
Giòeco (una delle tante lettere uscite fuori per colpa di una canzone)
Provo a mettere un disco per vedere l'effetto che fa al margine di un nuovo giorno che ben presto arriverà.
La notte suggerisce il suo silenzio mentre certe suggestoni cominciano a battere il tempo vendendomi la giusta dose di armonia.
Stato emozionale che non trova parole per l'improvvisa pazzia rinchiusa in una strofa di poesia che faccio subito mia.
Orecchie confuse dal suono deciso di una strofa, prompente, un tuono per la mente.
Una piccola lacrima dai miei occhi, irrefrenabile, scende.
Poesia che mi prende ed il colore azzurro della fantasia accende. Sarà che il caos del giorno è fin troppo lontano, sarà poi che certi concetti sanno sempre come prender la mano. E' così che m'allontano, mi perdo, mi aggrappo, mi lascio andare alla rabbia per uscire dalla gabbia.
Non è facile ma non è impossibile. In genere, una sera sì vinco, una sera no perdo.
Stanotte, caso strano, sembra essere arrivata la notte giusta, sarà per questo che, assai, mi gusta apprendere d'aver azzeccato la canzone giusta.
Canzone che diventa una frusta, mentre le parole scopro, a mano a mano, piccola sfera di presagio: piccola luce oltre la nebbia di un mare in navigazione diretta, senza possibilità d'attracco intermedio.
Arriva l'ora di andare, anche per il registratore sopraggiunge l'ora di dormire ed è, a questo punto che si fa avanti la speranza di poter ordire, per intero, un sogno lucido tutto da impazzire.
Io sulla nave di un desiderio. Il desiderio di poter controllare la speranza di tutta l'altra gente che, sovente, non sa nemmeno cosa siano i colori della mente accesi dalla musica.
Cordialmente
Giòeco
"Quante volte" mi son perso "nei giardini che nessuno sa", "Strada facendo", osservando "la piana dei cavalli bradi".
Già "Quante volte" tant'è che ho compreso, non senza difficoltà, che esiste una musica giusta per ciascun luogo ed un luogo adatto per ciascun tipo di musica capace di imprimersi indelebilmente, prima sulla retina ed in seconda battuta nell'anfratto ove alberga certa inusuale capacità di memoria.
Ascolto, proprio ora, un album che racconta del Brasile. Non posso fare a meno di domandarmi se avrò mai il coraggio di visitarlo un giorno.
Cordialmente
Giòeco
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Sicuramente tutto appare complicato, quando possedendo una immagine ideale dentro di sè, tale immagine, improvvisa, trova luogo di stampa.
Perchè l'ideale nella realtà non sempre vale, vi assicuro, può capitare.
A volte, però, il dover rappresentarsi può divenire indispensabile se si vuole dare sfogo al bisogno irrinunciabile di ironia.
L'ironia che alberga dentro di noi e ci solleva dalle rotture quotidiane.
Ieri, viaggiando all'interno della vetrina/libreria di mia zia mi è capitato per caso un dizionario d'umorismo del 1970.
Ho capito, "tutto d'un tratto" che l'umorismo ha vissuto intensi momenti di buio e che, a volte, è decisamente meglio quello "fatto in casa".
Cordialmente
Giòeco
Padre del mio tempo, figlio del mio destino come ogni giorno mi incammino sperando, sognando, cercando ciò che mi emozionerà per poter gridare sia a me stesso che all'orizzonte intero in stato costante d'avvicinamento che un nuovo tempo arriverà.
Sarà stracolmo di consapevolezze, delle piccole quotidiane certezze, di musica, di notte, di giorno, di amore fraterno, di condivisione.
Cordialmente
Giòeco