Lo spazio dei miei vorrei e dei miei sapeste ora è realtà. Speriamo possa rivelarsi in grado di soddisfare le mie e le vostre curiosità
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2008
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"Pentiti. Suddito pentiti.
Hai fatto tanto hai fatto pure troppo
Adesso restituisci sto malloppo... cazzo."
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Lo sanno tutti lo sa tutto il mondo che la perfezione è altro, fra vecchio che va e nuovo che avanza.
Lo sa chi lavora e chi si gratta la pancia fra una remissione ed una concessione di troppo.
Del resto il conto lo devi pagare anche se non quadra.
Tu tu tu tu tu anche se non ci sei più stai sempre abbracciato allo spirito che vola
Giacché ci sei fai pure ogni tanto un salto quaggiù.
Giacchè ci pensi facci ritrovare il senso.
Lo sanno tutti che il mondo non quadra mai il cerchio sarà per questo che rotola ?
Lo sa chi prega e chi abitualmente impreca fra il pentirsi di niente ed il godere di tutto.
Del resto l'inferno è la strada a fine giornata.
Tu tu tu tu tu anche se non ci sei più pur sempre lavori lassù.
Giacchè ci sei entra in sciopero ogni tanto quaggiù
Giacchè ritorni fai pure come vuoi tu.
C'è sempre qualcuno che ne sa di più anche se io ti sento:
e percepisco l'immenso
ora liquido, ora denso
Giòeco
Respiravo il cuscino quando ci raccontavamo ed io ero bambino.
Il mondo stava fermo ogni notte mentre aspettava il ritorno alle prime ore del giorno.
Ogni storia era un sogno, girovago, vago, vagabondo intorno ad una idea di fondo: la nostra idea su come sarebbe andata nella vita.
Tre fratelli tre, un dottore un ingegnere ed il giullare di quartiere, forse tutto oppure niente.
A te la notte non faceva mai paura, io, invece, mi sentivo forte solo di giorno, così ti incazzavi in un solo momento quando volevo almeno uno spiraglio di luce viva ad illuminare il nostro volto.
E così la notte, fra caldo e zanzare, trascorreva io che facevo mio il tuo respiro per combattere il terrore di sempre, ora come allora, il silenzio fin troppe volte uguale a niente.
Ogni tanto passava a folle corsa una moto, poi una ambulanza a seguire ed io pensavo e mi assopivo ed ancora mi destavo e mi detestavo, confuso da quei rumore vissuti per caso.
Nostra madre ogni tanto ci chiamava per rammentarci che era ora di dormire. Ma tra una zanzara non era facile ubbidire.
Ed allora chiudevamo la porta sperando di attutire l'irato suggerire ancor più accentuato ticchettio / rumore proveniente dall'orologio del corridoio.
L'alternativa provare ad osservarlo da sotto e guardarlo dritto nelle lancette prima di saccheggiare il frigorifero con tutte quelle schifezze che per lungo tempo forse in ricordo dei vecchi tempi hai continuato a mangiare.
Poi con il tempo siamo cresciuti, tu sei andato via di casa ed io ancora adesso non smetto mai di annusare la federa del cuscino per addormentarmi dalla parte del cuore che conserva il ricordo .
Sera, notte, mattino presto, nessuna regola, in cambio qualche occhiaia di troppo.
Proprio come questa mattina che hai trascorso fra la vita e la morte. Ti è bastato un salto e, poi via, anche tu in quel contenitore per vite da asporto.
Giòeco
Sarà lunga questa notte
per cento e più
motivazioni addotte
sarà lunga
quanto la distanza
fra il mondo
e l'altrove
dove la voce
è una senzazione
e la musica
è l'oblio
da cui rinascere
con emozione
Sarà lunga questa evoluzione
porterà a sè il dono
di una illogica intuizione fatta di
ferro e di cartone
di latta e cielo aperto
lungo la via
che fugge dal deserto fatto di
tutti quei sogni
abbandonati troppo presto
tra rimorso e dolore
e brividi che scendono
lungo il dorso.
Giòeco
Voci solo voci voci atroci voci veloci voci in simbiosi, voci odiose, voci come rose, pungenti, feroci. Voci solo voci voci che fanno restare sedute, tutte le idee avute, sostituite con scuse. Voci ma quante voci dissolute, potenti, argute, flebili, sperdute, amalgamate, non volute. Voci son quelle che vanno che sono lo scotto, scompiglio di sopra e pure di sotto.
Voci concentrate prima di fare il botto.
Giòeco ;+))
Osservare l'orizzonte
e scorgersi lontani
provando a tendersi la mano
pensando ad un saluto
al margine della
linea magineau
fra il cielo e quanto avuto
Osservare quanto è intorno
e respirare tutta l'aria
in un momento
per dare ossigeno
ad un pensiero
che non saprà mai
di veleno ricevuto.
E riuscire a volare
sopra il tempo
convincendosi
che ogni istante trovi senso
negli istanti successivi
millennio dopo millennio
Giòeco
Non ti preoccupare se nel centro storico devi entrare
anche se una multa ti dobbiamo elevare
tanto tu la devi pagare.
Non ti preoccupare se nel centro sotrico devi restare
anche se una multa non li potrà fermare
tanto c'è la RAI, RAI, la Rai,Rai
Sai !!! ? Come sai !!!
Sonno, parcheggio, ciò che vuoi
sono tutti incubi che non farai
Sai !!? Come Sai !!!
(in crescendo)
Non ti preoccupare se nel centro storico devi entrare
anche se una multa ti dobbiamo elevare
tanto tu la devi pagare.
Non ti preoccupare se nel centro storico devi entrare
anche se una multa ti dobbiamo elevare
tanto tu la devi pagare.
Giòeco (bozza)
Certezze
ma che senso hanno
queste tue incomprensibili
certezze
che di tutti gli altri
principalmente
se ne fottono ?
Certezze
son proprio folli
tutte queste tue piccole
certezze
di cui te ne fai vanto
quotidianamente
e ci vorrebbe
solo un pochino più di tempo
che non sono
sicuro più di tanto
se abboan senso
tutte le certezze di questo mondo
ivi incluso i sorrisi del tuo volto.
Certezze
ma che incredibili
queste tue itineranti
certezze
sempre grandi
Giornata uggiosa
mentre bevo
ed ascolto gazosa
io che mimo
mimo il blu
il giallo
il verde
il rosso
mimo tutto quello che
io non conosco
compreso ciò che sai tu
e mimo mimo mimo
e mimo mimo mimo
e mi muovo lento
e mi muovo lesto
con il braccio sinistro
e pure quello destro
e mimo mimo mimo
mimando e rimimando
ciò che penso e dico
quel che io non so
inclusi tutti i colori d'un arcobaleno
in crescendo
io che mimando mi allontano
ogni goccia di veleno
di cui ero pieno
e contestualmente mi alleno
a vivere meglio
in un istante baleno.
Giòeco
Luce confusa, nella stanza
la tua ombra controluce
che riluce nel mio sguardo,
che mi induce e mi conduce
lungo la via della tua energia:
sensazione che rapisce,
l'animo mio mentre gioisce.
Luce diffusa
attraverso schizzi di luce:
riflessi fantasia di tende
sulla parete d'un bianco che attende
Luce insolita
che diventa la via:
in un mare di poesia,
passione, emozione mista ad euforia:
il senso di ciascuna riga
sentirla mia.
Luce confusa, sempre più,
ad ovest come ad est
a nord come a sud
mentre il centro della stanza
diventa l'universo
nel gioco di sei corde
come di ventidue tasti
sotto l'egida degli astri.
Giòeco
Sei corde sei e mi dimentico chi sei. Di te conosco solo il dove e dove andrai anche se già sai fino a dove arriverai. Tu che conosci l'alchimia più della semplice magia che nasce dal profondo oltre i confini del cosmo.
Sei corde sei che sanno di transpersonale lungo la via di questo suono trascendentale proveniente dal futuro per essere descritto nel presente.
Sei corde sei che stingono questo foglio tinto di bianco trapassato dalla creatività dei tuoi raggi gamma che non si mostra mai stanca.
Sei corde sei e compendo la tua essenza mentre muovi le tue dita fra una corda e l'altra con insistenza. Tu che reinventi la poesia che nasce dalla contemplazione di un universo diverso ma al tempo stesso condivisibile.
Giòeco
Sei entrata e poi, subito, sei uscita, per ritornare ancora un momento, adducendo i tuoi soliti sguardi di rabbia e tormento. In quel frangente ti ho guardato negli occhi abbracciando la vita, la stessa che hai sfiorato tante di quelle volte da ricordarmi quello che più non saremo: istanti trascorsi di un tempo amato dinanzi l'eternità. La stessa che ora racconterà il niente, fra i moti lunari di ieri ed i vuoti d'aria di oggi, ancor più grevi.
Il vento fra i capelli ancora scapigliati del resto già soffia la fresca distanza fra i nostri profili inebriando questo autunno che ha reciso i nostri fili. Testimonianza senza voce sotto lo stesso cielo che t'ha visto chiamarmi amore ed, ora, descrive passaggi di nuvole cariche di rabbia e rancore.
Avrei voluto dirti resta ma la mia testa fa ancora troppo male, stordita com'è dal tuo sapore un tempo condiviso con ardore. Sarà che la mia memoria continua a vivere in quella stanza: aveva sabbia e mare, cielo terso e, tanto, ma proprio tanto sole. La stessa che, ora, si mostra nel suo aspetto peggiore, quattro mura sfatte alla periferia di una stanca allegria.
Diventano così storia proibita le mie mani colme del tuo viso desiderato come il frutto proibito.
Sul comodino, tracce di un tuo orecchino, nel cassetto una lettera d'amore macchiata col primo caffè del mattino, tu che ridevi ed io ti ascoltavo osservando il tuo passo felino mentre facevi l'inchino al giorno oramai vicino.
Giòeco
Vivere, morire, fare un passo poi farne, improvviso, uno da gambero. Al centro fra vivere e morire, il tuo fare, il tuo dire e tutto ciò che accade alla vita. La tua, che insegna. La tua che emoziona mentre la leghi all'altrove.
Dove !! Dicci dove !!! Su dai !!! Raccontaci dove sei. Se canti oppure ti racconti e se sì davanti a quali tramonti oppure sei l'altrove che non ha storia
Ovunque sarai ti verremo a cercare per correre più forti sulla riva del mare come bambini che vivono gioia e sudore felici. Son sicuro che lì potremo ascoltare tutto quello che non hai avuto il tempo di dire circondato dagli stessi affetti di oggi e che saranno mondo a parte anche nel tuo nuovo mondo
perchè e son convinto di questo, gli affetti veri, quelli sinceri, no, no, non si perdono mai e davvero poco importa il ruolo che si ritrovano a reincarnare.
Che siano Padri, figli, amici, fratelli o sorelle sono e saranno sempre il riflesso delle stelle.....
.....quelle con la luce più intensa.
Sogni d'oro Luciano, Big.
Vorrei, posso ma certi giorni non voglio. Sono io il primo a rendermene conto.
Vorrei fare mie brevi righe per riuscire a descrivere immagini e, quindi, raccoglierLe in un album di parole, potrei, ma oggi è il giorno in cui non saprei da che parte cominciare.
Domani, sì, forse domani desidererò quello che non ho desiderato oggi.
Perchè oggi va così, fra gli alti ed i bassi, fra i magri ed i grassi. Sì, insomma, va la mia vita al margine del mondo che mi sfiora passandomi accanto.
Giòeco
Giro mentre me ne vado in giro, girovago con il corpo e con la mente. Io che mi lambicco il cervello sulle note e, subito, noto, che fra un po' tutto ruoterà senza sapere il perchè ma solo per vedere l'effetto che fa quando tutto ruoterà e se mi percepirò leggero, perso a tempo, senza l'esatta cognizione del tempo esaudendo, così, il mio più grande desiderio: girare e rigirare fino allo sfinimento.
Che ci vuoi fare !!! Quando io ruoto anche tutto quello che mi sta intorno deve ruotare perchè è così che va il mio mondo. Quando lo faccio girare, gira tutto ed anche intorno.
E mentre giro ruoto anche le dita in un solo secondo mentre le apro e le richiudo immaginando, di essere in volo sopra le note che non conosco ma nonostante questo ben stanno nel posto che nella mia testa mi sospinge al giro, e con i pensieri me ne vado in giro per rigirare e subito dopo, come d'incanto, scoprire che tutto è ruotato lasciandomi dentro la convinzione, sul filo dell'irreale che a nulla servirà urlare la rabbia contro il mare, il male e tutto ciò che, parimenti, è dolore. Del resto le onde, da sempre, son spettatrici di felicità e tragedia. Loro son là mentre noi arriviamo e poi ce ne andiamo, mentre nasciamo oppure moriamo.
E mentre giro e me ne vado in giro, girovago con il corpo e con la mente, io so già che fra un po' sentirò il bisogno di ruotare di nuovo. Sarà che oggi voglio sentirmi nuovo e leggero e piangere e ridere fino al punto di prendere per stanchezza la mia disperazione che solo la musica riesce a calmare.
Beata scioltezza dell'insensatezza che vive e si lascia vivere senza alcuna manifesta tristezza.
Giòeco