Lo spazio dei miei vorrei e dei miei sapeste ora è realtà. Speriamo possa rivelarsi in grado di soddisfare le mie e le vostre curiosità
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2008
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Gira e gira tutto il mondo intorno alle dita in cerca di un senso profondo. Gira mentre ti senti rapita già dal primo gioco di sguardi al tuo sedere rotondo.
Gira e rigira come la vita in fuga per ritornare fra le tue dita umide di bacio per sentirsi amata su lembi di carne, terre da irrorare con rivoli d'amore, nell'impeto irruento di una carezza tesa a respirare il corpo come se fosse un sogno; la mente come se fosse l'approdo.
Per rialzarsi e poi cadere in volo, divorando spazio, pelle e tempo ed umori donati fra gioia e pianto.
Umori che diventano vento sulla vela di cartilagine che stringi fra le labbra mentre la spingi sull'impeto forza otto.
Giòeco
E se ne va e come se ne va l'amore che esce sbattendo la porta che l'odio spalanca, mera questione di momenti che cambiano ricordi che hanno dipinto un fuoco valso all'istinto
Se ne va trovando il fondo in un nuovo domani fatto di mani distanti che accompagnano la disarmonia di una fatua serenità in esercizio continuo sotto questo cielo d'ottobre che accende una febbre che più non se ne andrà.
Come la macchia di nero sull'umore mentre muta da nostalgia a dolore dando certezze ai dubbi senza più possibità di tornare indietro...
Eh già ... Eh già...
Giòeco
Quando decidi di diventare un poeta, quando praticamente accetti di calarti in un ruolo scopri che non c'è nessuno lì davanti a te a svelarti la meta.
Semplicemente incominici sperando in un ravvedimento il più tardi possibile.
Sì perchè l'arte di fare il poeta comporta dei rischi, anche seri e che amabilmente, in nome di chissà quale avventura, si accetta di correre.
Quando mi studio attraverso lo sguardo di chi mi osserva fisso davanti al monitor del computer durante l'esercizio del mio intento creativo sovente deduco di essere un pazzo uscito di casa per non rompere il cazzo a chi, a casa, invece ci sta tutto il giorno.
Va da sè che tutto quello che osservo di me non sempre piace, perchè il creare mi rende evasiso, silenzioso a volte incazzoso soprattutto con chi si dimostra capace di intercettare la mia musa senza una reale scusa interrompendo così il flusso 'magico' che cerco di trascrivere come se fossi sotto dettatura.
Cordial-mente
Giòeco
Ho bisogno di un maestro che mi insegni, che plasmi il mio Karma.
Ne ho bisogno per una pura esigenza di crescita.
E ricostruisca la via quando la mia tristezza la spazzia via.
Cercasi maestro mattina e sera possibilmente dopo i pasti disposto ad adattarsi alla mia esigenza lavorativa creativa.
Giòeco
Eccomi qui, pronto ad inchinarmi. A comprendere l'incomprensibile almeno secondo l'umano intendere. Eccomi qui senza comprendere che differenza possa fare restare in piedi oppure metterm in ginocchio con lo spirito di chi si sente sotto torchio. Probabilmente qui conta soltanto il fatto che io ti preghi. Dall'ultima volta è passato già tanto. Te lo ricordi il mio ultimo pianto ? Ti chiedevo e ti chiedevo ancora, pensando e ripensando la medesima parola. Dal quel giorno la mia risposta l'ho avuta. E' così ho iniziato il mio viaggio, da solo. Nonostante questo però non ti porto rancore, del resto non saprei nemmeno come fare. Ho avuto già tanto anche se a vivere ci vuole davvero troppo coraggio. Del resto i tempi presenti son duri mentre quelli futuri stanno pur sempre nascosti dietro l'angolo.
Giòeco
Andare a lavoro, come sempre, come se non fosse mai successo niente. Chiudersi in macchina a pensare alla vita che si fa strada. Anche se è andata come è andata.
Fermarsi solo un istante per bere un caffè al bar di sempre e ritrovarsi a guardare gli occhi nello specchio secome se non fosse successo niente.
Riprendere poi il cammino dopo l'abituale saluto per non tradire l'atmosfera di un luogo che la crea anche se la gente si ignora.
Quindi far capolino dal finestrino per evitare di incollarsi un motorino per poi fermarsi quasi subito assieme agli invitati del solito ingorgo. Fin troppe volte oramai che più non le conto.
E fare anche finta di esser un po' tonti al centro esatto dell'ingorgo senza la possibilità di andare nè avanti nè indietro.
Ma che bella giornata !!! Sì, proprio una bella giornata con la voglia morta ammazzata
Andare a lavoro di mattina presto ? Si potrebbe convenire, di certo sì, ovviamente in sogno.
E, dopo un'ora per fare solo dieci chilometri dieci, finalmente arrivare fin sotto il lavoro senza trovare il parcheggio passando a convincersi che l'autobus non sarebbe stato meglio
Salire di corsa per lasciare un po' di carteggio con l'auto lampeggiante in mezzo alla strada e, quindi scendere di nuovo sempre di corsa od almeno fiato permettendo.
Chiudersi in macchina, accedersi la radio ed ascoltare che lontano c'è il villaggio dei desideri.
Davvero una bella giornata, la giornata di sempre quella di oggi come quella di ieri, cominciata bene fingendo, come sempre, come se non fosse successo niente.
Giòeco
Abbandono. Cosa vuol dire abbandono ? Nessuno vieta che possa esser anche un dono nello spazio di un perdono in cerca di sé, di una motivazione senza te.
Abbandono. Cosa vuol dire abbandono ? Nessuno sa se sia più l'illogico volo che ognuno di noi compie o non prendere le distanze da tutto ciò che sta fra un sè ed un ma del retrobottega di questa folle età.
L'abbandono di certo è vivere un suono, felice frastuono di un tuono che tuona un po' jazz fra i soliti dubbi del vivere adesso senza trasformare il presente in una pura questione di sesso; credendo che poi non si pagherà il conto né mai né adesso.
E se l'abbandono non è questo allora, sì, sì, dimmelo tu ora, cos'è l'abbandono, dimmelo adesso, perchè più passa il tempo e più si avvalora senza la possibilità di veder tornare indietro neanche il resto.
Perchè l'abbandono può esser il tributo che paghi alla vita tutte le volte che un dolore te la rapisce e se pure te la restituisce non è mai uguale a prima.
Abbandono. Cosa vuol dire abbandono ? Nessuno vieta che possa esser il volo tracciato dal Sax solo appena accompagnato dal pianoforte e da un contrabbasso in quei cinque minuti che diventano lo spasso, che ti portano in equilibrio sul filo che fila a filo di sasso per il gusto di farti scendere in basso.
Abbandono. Cosa vuol dire abbandono ? Su dai !!! Dimmelo tu se hai il coraggio. La risposta sarà il nostro aggio che varrà fino al nostro prossimo inevitabile sabotaggio.
Giòeco