Lo spazio dei miei vorrei e dei miei sapeste ora è realtà. Speriamo possa rivelarsi in grado di soddisfare le mie e le vostre curiosità
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2008
visitato *loading* volte
Certe sere sei costretto a prendere delle decisioni.
Le prendo pur consapevole di quanto siano difficile.
Ricordo ancora quando ho accompagnato mio fratello ad acquistare questa auto.
Ci teneva così tanto, forse è per questo che me l'ha lasciata con soli 4.500 Km.
Guidarla, per me, per la sua, per la mia famiglia, rappresenta un peso troppo grande.
Cordial-mente
Giovanni
Ultimamente sto cercando di recuperare gli interessi che avevo lasciato appesi.
E' così che ho rispolverato un po' di dvd che avevo messo da parte perchè non mi era stato possibile fare diversamente.
E' stato così che ho visto finalmente Un amore su misura: Regia di Renato Pozzetto e "Notte prima degli esami con la partecipazione di Giorgio Faletti.
La prima esperienza visiva ha dato ancor più risalto al viaggio sonoro ad essa collegato. Da una parte un bagno nel futuro dall'altra un sconfinamento puro nell'arte del suono.
La seconda visione è stato un salto diretto nel ricordo: quelle canzoni, certe emozioni comuni che bene o male tutti hanno provato,
Anche se ad emozionarmi non è stato tanto il film quanto quella benedetta/maledetta canzone di Venditti che dava il titolo a questo film
Giovanni
Liberi di credere o non credere. Liberi di essere o non essere. Siamo liberi di credere, di essere, di pensare ciò che vogliamo. Di noi stessi, degli altri, di ciò che percepiamo od amiamo.
Liberi di andare e venire, liberi di non sentirci liberi dal tempo di un canzone (anche se di Vasco).
Liberi di volare oltre le distanze, di presentare istanza avverso l'infelicità
Liberi di navigare o affondare. Liberi di fare centro o di decentrare. Liberi di navigare, affondare, amare la superficie come il fondo che può divenire mondo.
Ok. Ok. Ok.
Siamo liberi di aprirci all'amore, di rinchiuderci nel dolore. Liberi di fissare la lavagna dell'esperienza
di cancellalarla per interessare l'improvvisazione.
Liberi di usare le mani o il cancellino. Liberi di usare il gesso colorato o quello bianco. Liberi di voler sembrare stupidi. Liberi d'abbandono dinanzi alla genialità della natura.
Liberi di essere oceano oppure Terra. Liberi di essere fuoco oppure acqua. Liberi di fare tre giri e poi cadere giù per terra. Liberi di non intuire l'intuibile. Liberi di credere nell'impossibile.
Ok. Ok. Ok.
Siamo liberi .... ed allora.
Mi chiedo a cosa serva la libertà se nessuno insegna ad utilizzarla.
Spesso viviamo di ciò che ci viene dato finendo col sorprenderci
di ciò che invece dovrebbe non essere la casualità.
La speranza è che le nuove generazioni ?
Cordial-mente
Giovanni
Non seppi mai comprendere. Pensai sempre a difendermi. Cercarono più volte di farmi scendere.
Mai compresi , semplicemente mi adeguai, lasciando i miei perchè appesi.
Risalii la corrente, poi, la discesi, scoprendo l'orizzonte dimenticando quei momenti tesi.
La tristezza fu il tempio, la malattia nella vita lo scempio.
Tutto il resto è niente perchè il niente è tutto. La solitudine lo scudo.
Giovanni
La nuit, c'est la nuit. Je me sens triste ne la nuit, lorsque la mort atteint mon lit après avoir fait dormir tous mes rêves
La nuit, c'est la nuit et il n'est plus temps tout un poème de Léo Ferré va sur youtube.
Tout va trop vite pour ou la vie is vraiment trop rapide et ne pas de temps
Quando accendi la TV spesso spegni il cuore, Lo spegni per non soffrire dinanzi alle brutture.
Se poi è Natale od anche solo sta per arrivare, tutto cambia, girando canale dopo canale, non puoi fare a meno di pensare a tutti i bambini che non potranno festeggiare.
La festa è lì davanti a te, tutto è Merry Christmas, già ma per chi ?
Click
Life is funny
Love is life
Life is Love
Love is funny
Je m'appel Johnny
ed io soffro tanto in questi giorni.
Giòeco
Oggi, il tam tam della raccolta fondi a favore della ricerca scientifica ha fatto faville.
A guardare avanti le speranze che oggi si sono accese son state davvero tante .....
A guardare indietro, invece, non posso fare a meno di gettare più di un pensiero alla Case farmaceutiche, ai Baroni della medicina, alle strutture private e quelle pubbliche operanti in intramenia ben disposte a dispensare salute ai più bisognosi dietro pagamento di compensi non del tutto irrilevanti.
Quei bisognosi di cure, migliaia ogni giorno, in ciascuna città del mondo pronti a rassegnarsi col detto popolare: "davanti alla salute non c'è cifra che tenga"
Un modo di dire che piace molto alle case farmaceutiche e che, grazie al denaro donato dalla gente comune, sperimentano, brevettano e, poi, armano (con sovvenzioni) le bocche ed il fare di quei Dotti, Medici e Sapienti senza scrupoli ben disposti a domandare soldi alle persone che da quelle sperimentazioni potrebbero veder scaturire la cura definitiva portatrice di salvezza.
Uso il condizionale forse perchè credo che nel mondo esistano tanti malati solo per il volere di chi specula sopra: meglio un malato cronico che una potenziale paziente guarito ?
Che la medicina sia un business è acclarato. Che tanta gente soffra davvero inutilmente, ancor di più.
Se guardo indietro nel tempo ripenso alla malattia di mio fratello ed ai costi sostenuti per curarsi.
Costi sostenuti da tutta la famiglia e che l'hanno portata a mettere nelle tasche dei medici o di strutture "para-opedaliere" la bellezza di 140.000 mila euro, a stretto giro, naturalmente cash.
140.000 mila euro per arrogarsi il diritto di far campare Leo un anno intero e con la certezza nel cuore dell'inesistenza della cura.
Sarebbe bello capire per volere di chi ?
140.000 mila euro per capire che ciò che si sovvenziona con la donazione assai spesso torna utile soltanto ai baroni della medicina.
E' pur vero che esistano strutture pubbliche efficienti.
Peccato che codeste spesso si dimentichino di ricordare a se stesse ed agli operatori che le animano che chi è malato non ha tempo per restare cognome nelle liste di prenotazione.
Cordial-mente
Giovanni
Inside the power of the life
Around the world behind the hard work
while your time keep the control
Please keep your smile
Giòeco
No, No e scrivo ancora No.
Mai avrei potuto ipotizzare che il dolore potessere essere così grande.
Ma che dolore è quel dolore che non scompare mai facendosi costante ?
Che non si dissolve attraverso quell'effervescenza che è necessità di brio, di vedere oltre, di comprenderlo quell'oltre bastardo che sta oltre la morte ?
Mi sento un soldatino che ha perso tante cose. La mia battaglia è da sempre quella di farcela anche se la sensazione è di proiezione in una scatola di plastica nella quale il prossimo mio ha piacere di collocarmi.
Che farà ?
Cosa dirà ?
Cosa starà pensando ?
Provando il piacere di ..... lasciarmi sempre appeso.
MA che dolore è quel dolore che non scompare mai trasformandosi in fendente fra capo e collo ?
Forse quel mal di testa continuo che ti fa uscire di sonno ?
Oppure il continuo K.O. del sistema immunitario ?
So per certo che a Natale mi chiuderò in uffcio, Sì proprio il giorno di Natale.
Mi aiuterà la musica a stare meglio perchè di festeggiare non ne ho proprio voglia.
Giòeco
Sono faccia vulnerabile.
Sono cielo che si infrange mentre piovono sassi.
Sono e non sono dentro ad un pozzo fra mille promesse cadute mentre s'accompagnano al vento descrivendo mulinelli senza posa che girano a iosa
Sono gioia che s'arrampica e poi cade mentre l'attraversano mille spade infuocate.
Sono corrente fluida sospinta a gran forza verso le rive che smuove il fondo .
Sono l'elettricità che si irradia fra nuvole sospese su giornate tese.
Sono, son stato, sarò, oggi no ,domani lo prometto.
Giòeco